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ACEA ATO 5 MANTIENE LA GESTIONE IDRICA IN CIOCIARIA

La gestione del servizio idrico in Ciociaria da parte di Acea Ato 5, un argomento di lunga data e di notevole complessità, ha recentemente trovato una nuova conferma nella decisione del Consiglio di Stato. Questa istituzione, attraverso un’analisi dettagliata dei fatti e delle contestazioni sollevate, ha riaffermato la validità dell’operato di Acea Ato 5, nonostante le molteplici sfide e controversie emerse nel corso degli anni.

La vicenda, che affonda le sue radici nel lontano 2003 con la firma della convenzione per la gestione del servizio idrico integrato tra Ato 5 e Acea Ato 5, ha attraversato diverse fasi. Nel 2016, in particolare, si è verificata una svolta significativa: la conferenza dei sindaci dei comuni dell’Ato 5, lamentando una serie di inadempimenti e disservizi, ha attivato la procedura per la risoluzione della convenzione. Tuttavia, questa decisione è stata contestata da Acea Ato 5, che si è rivolta al Tar di Latina.

Il Tar, nel dicembre 2017, ha sostenuto che i provvedimenti risolutivi dell’Ato 5 fossero contraddittori e non motivati adeguatamente, soprattutto alla luce delle valutazioni di un consulente legale che aveva minimizzato le inadempienze del gestore. Inoltre, è stata rigettata la richiesta di risarcimento per 20 milioni di euro avanzata dal gestore.

Successivamente, il caso è approdato al Consiglio di Stato, dove è stata depositata una proposta di conciliazione tra Ato 5 e Acea Ato 5 nel 2023. In questo contesto, il Consiglio di Stato ha analizzato le diverse sfaccettature del caso e i motivi addotti dall’Ato e dai comuni ricorrenti (Frosinone, Alvito, Boville Ernica, Cassino, Ceccano, Pontecorvo, Atina, Casalvieri, Fiuggi, Picinisco, Vicalvi, Roccasecca, Serrone, Pofi, Cervaro, Rocca d’Arce, Monte San Giovanni Campano e Strangolagalli, non costituiti in giudizio), ribadendo la necessità di considerare le inadempienze reciproche e l’importanza degli investimenti effettuati da Acea. I giudici hanno evidenziato che le inadempienze dell’Ato 5, soprattutto riguardo alle proprie funzioni regolatorie e alla determinazione della tariffa, non potevano essere considerate neutre.

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Nel suo esame, il Consiglio di Stato ha sottolineato un difetto di istruttoria e di motivazione nei provvedimenti impugnati, osservando che gli inadempimenti del gestore si erano ridimensionati dopo la diffida dell’Ato e non avrebbero causato un grave pregiudizio alla continuità del servizio. Inoltre, la determinazione delle penali era stata condotta senza un adeguato contraddittorio con il gestore.

In definitiva, la decisione del Consiglio di Stato non solo conferma la posizione di Acea Ato 5 come gestore del servizio idrico in Ciociaria ma mette in luce anche le complessità e le sfide che caratterizzano la gestione di servizi pubblici essenziali. Questo caso, che ha visto coinvolti numerosi comuni e autorità, sottolinea l’importanza di un’approfondita valutazione giuridica e di un dialogo costruttivo tra le parti coinvolte, al fine di garantire la continuità e l’efficienza dei servizi pubblici.

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