La Ciociaria si appresta a diventare una “porta d’accesso” strategica per l’intera rete ferroviaria nazionale. Con la conclusione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DocFap) da parte di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), il progetto della stazione “Frosinone AV – MedioLatium” riceve il via libera definitivo.
L’infrastruttura, che sorgerà sulla linea Roma-Napoli AV/AC tra i territori di Ferentino e Supino, rappresenta un investimento da 125 milioni di euro destinato a rivoluzionare la mobilità del Basso Lazio.
Il documento prodotto da RFI, redatto d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha messo a confronto tre diverse ipotesi localizzative. Attraverso un’Analisi Multi-Criteri e un’Analisi Costi-Benefici, la cosiddetta “Soluzione 1” è risultata la più efficace sotto il profilo della sostenibilità ambientale e della complessità tecnica.
L’infrastruttura sarà progettata sul modello della stazione Reggio Emilia AV Mediopadana: uno scalo “in linea” a quattro binari con marciapiedi laterali coperti e un sottopasso funzionale. Le ricadute sociali dell’opera sono imponenti. La stazione servirà un bacino di oltre 110 Comuni, intercettando le esigenze di circa un milione di abitanti e oltre 200 mila lavoratori. L’obiettivo è il “decongestionamento” delle arterie stradali: il trasferimento di quote di traffico dalla gomma al ferro permetterà una drastica riduzione delle emissioni inquinanti e dei chilometri percorsi in auto.
I tempi di collegamento previsti accorceranno le distanze con i grandi nodi di Milano, Torino, Bologna e Firenze, rendendo il Frusinate un territorio integrato nei flussi economici e turistici del Paese.
Il percorso operativo è già tracciato: nel 2026 prenderà il via la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE). L’apertura dei cantieri è stimata per il 2030, con l’obiettivo di consegnare l’opera finita entro il 2033.
La stazione MedioLatium sarà un asset indispensabile per la competitività. La velocità di spostamento delle persone e delle competenze è oggi il principale fattore di attrazione per gli investimenti nei settori logistico e industriale. La sfida, ora, passa alla fase realizzativa: trasformare i 125 milioni di euro stanziati in un motore di crescita che possa contrastare lo spopolamento e offrire nuove prospettive occupazionali alle generazioni future della provincia.
