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ARDEA, ROGO ANCORA ATTIVO DOPO 24 ORE. COMITATO UST: “NON SIAMO ESAGERATI, SIAMO PREOCCUPATI”

Durante la notte, l’operatività dei Vigili del Fuoco ha continuato senza sosta ad Ardea, dove un incendio è divampato alle prime luci dell’alba di ieri, lunedì 8 aprile, in una discarica abusiva nella zona di Montagnano. Reso necessario l’utilizzo di mezzi pesanti e movimento terra, indispensabili per il trasferimento dei cumuli di pneumatici avvolti dalle fiamme.

Una processione incessante di autobotti dei Vigili del Fuoco ha segnato il passaggio delle ore notturne. L’obiettivo primario resta quello di spegnere l’incendio nel minor tempo possibile, nonostante le sfide evidenziate dagli stessi Vigili del Fuoco. Attualmente sono impegnate tre Aps, tre autobotti più una kilolitrica, con il supporto del personale Gos tramite l’utilizzo di mezzi movimento terra (ruspe, escavatori e pale meccaniche)  utili a spostare i cumuli di rifiuti bruciati più il cannone robotizzato lancia schiumogeno

La battaglia contro le fiamme generate dagli pneumatici abusivamente accumulati richiederà infatti un periodo esteso, stimato tra i 7 e i 10 giorni, secondo una dichiarazione rilasciata da uno dei responsabili operativi sul campo agli abitanti del luogo e riportata da IlCaffè.tv. Il materiale in questione, la gomma, si rivela tra i più ostici da estinguere, e l’azione del vento primaverile agisce da alimentatore perpetuo del fuoco.

La tragica realtà di un ettaro di pneumatici accatastati per anni, su un terreno precedentemente sequestrato dalla Guardia di Finanza, diventa sempre più palese. Nonostante le denunce avanzate negli anni dal comitato UST-Uniti per la Salvaguardia del Territorio, la bomba ad orologeria è rimasta inattiva.

Leggi anche: INCENDIO ARDEA, LEGAMBIENTE “ENNESIMO DISASTRO AMBIENTALE CAUSATO DA MALA GESTIONE DEI RIFIUTI”

“Non siamo esagerati, siamo preoccupati”

Nella mattinata di oggi, è stato proprio il comitato UST a rinnovare la propria preoccupazione per la situazione sanitaria che questo disastro ambientale potrebbe causare:

“L’incendio non è ancora spento, i fumi carichi di diossine continuano ad alzarsi anche questa mattina. La dispersione di queste sostanze cancerogene e neurotossiche ci preoccupa. Le rassicurazioni le mettiamo da parte, queste sostanze rilasciate dagli incendi di rifiuti possono causare molti danni alla salute, quali irritazioni cutanee e alle vie respiratorie, problemi cardiaci, danni genetici e nel lungo periodo predisposizione al cancro. L’arpa oggi ci farà sapere. I sindaci dicono di chiudere le finestre. La asl dice di lavare bene frutta e verdura. Ma tutto il resto? Quello che si è depositato sui terreni? Quello che gli animali hanno mangiato e che rientra nel ciclo alimentare quello chi lo controlla? Non siamo esagerati, siamo preoccupati. Tutto quello che doveva essere fatto e non è stato fatto, va accertato e punito. La tutela della salute PREVENTIVA è sancita dalla Costituzione, scrivono sui social.

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