C’è tempo fino al 30 aprile 2026 per presentare domanda di ammissione al Master di I livello in “Il ruolo della Pubblica Amministrazione nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie”, promosso dall’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.
Un percorso formativo che si inserisce in un contesto sempre più attuale, dove la lotta alle mafie passa anche – e soprattutto – dalla capacità di restituire valore alla collettività. Il Master, coordinato dal Prof. Luigi Di Santo, nasce con un obiettivo ambizioso: formare professionisti in grado di trasformare i beni sottratti alla criminalità organizzata in risorse concrete per lo sviluppo sociale, economico e culturale dei territori. Non si tratta semplicemente di gestire patrimoni immobiliari, ma di dare nuova vita a luoghi simbolo, rendendoli centri di aggregazione, lavoro e legalità.
Negli ultimi anni, il tema del riutilizzo dei beni confiscati è diventato centrale nel dibattito pubblico. Tuttavia, la complessità delle procedure amministrative e la necessità di competenze trasversali rendono evidente il bisogno di figure altamente qualificate. È proprio in questo scenario che si inserisce il Master, proponendo un approccio integrato che mette in dialogo Pubblica Amministrazione, terzo settore e sistema economico.
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Il percorso è rivolto non solo a dipendenti pubblici, ma anche a giovani laureati in ambito giuridico, economico e filosofico, interessati a costruire una carriera nel segno dell’impegno civile. È prevista inoltre l’ammissione con riserva per i laureandi e la possibilità di partecipare come uditori per professionisti con esperienza, anche in assenza del titolo richiesto. Dal punto di vista organizzativo, il Master ha durata annuale e prevede una struttura articolata tra lezioni frontali (anche in modalità telematica), esercitazioni seminariali, attività di laboratorio e project work. La frequenza è obbligatoria per almeno il 70% delle attività, a garanzia di un coinvolgimento diretto e continuo degli iscritti.
L’impegno complessivo richiesto è pari a circa 1500 ore di lavoro, tra didattica e studio individuale, corrispondenti a 60 Crediti Formativi Universitari (CFU). Il conseguimento del titolo è subordinato proprio al raggiungimento di tali crediti, in linea con quanto previsto dalla normativa vigente. L’inizio delle attività didattiche è previsto entro il mese di giugno 2026, subito dopo la fase di selezione.
Con un numero di posti compreso tra 18 e 60 e una quota di iscrizione fissata a 950 euro, suddivisa in due rate, il Master si propone come un’opportunità accessibile e qualificata. Le attività si svolgeranno presso il Campus Folcara di Cassino, centro nevralgico delle iniziative accademiche dell’Ateneo.
In un’Italia che continua a confrontarsi con la presenza delle mafie, iniziative come questa rappresentano un segnale concreto di cambiamento. Formare competenze significa infatti costruire futuro: un futuro in cui i beni confiscati non restano simboli del passato criminale, ma diventano strumenti di rinascita per l’intera comunità. Per chi è interessato, il consiglio è di non rimandare: la scadenza del 30 aprile 2026 è vicina e questa potrebbe essere un’occasione decisiva per trasformare la propria formazione in un impegno reale per la legalità.

