Si fa tesa l’aria politica a Ceccano. Negli ultimi giorni è scattato un botta e risposta tra il Collettivo Cecano 2030, Rifondazione Comunista e Fratelli d’Italia. Al centro delle polemiche ci sarebbe la gestione del carnevale che si è svolto ieri, ma la situazione sarebbe degenerata fino allo scontro fisico e verbale
Tutto è iniziato con un comunicato stampa del Collettivo Ceccano 2030 in cui avanzava delle perplessità in merito all’organizzazione del Carnevale in un contesto economico e politico particolare per la città. L’organizzazione dell’evento è stata affidata, come negli ultimi anni, all’Associazione VIVA, una realtà consolidata nel panorama locale e guidata da Ugo di Pofi, nome sul quale sono emerse indiscrezioni in merito a una sua possibile candidatura a sindaco per il centrodestra nelle prossime amministrative.
“In un momento nel quale, dopo la tempesta giudiziaria che ha travolto Ceccano, nel bilancio di previsione si assiste a tagli su diritto allo studio, cultura e politiche sociali. Purtroppo nemmeno il Commissario Prefettizio è riuscito a reperire i fondi per gli scuolabus, eppure ci si è prodigati per garantire lo svolgimento dei festeggiamenti per il carnevale, ci auguriamo senza il coinvolgimento di nessuno direttamente impegnato nell’imminente campagna elettorale per le amministrative”, avevano commentato dal Collettivo Ceccano 2030 che chiedevano maggiore trasparenza nella cosa pubblica.
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La replica di Ugo di Pofi
Le domande avanzate dal collettivo, relative alle modalità di organizzazione del Carnevale e di eventuali oneri per il Comune, hanno trovato risposta in un video dello stesso Ugo di Pofi in cui spiega che l’associazione che presiede è stata l’unica a proporsi con una richiesta di patrocinio gratuito per l’organizzazione dell’evento. I costi per i carri allegorici e attività di promozione sarebbero stati invece sostenuti da attività commerciali in modo volontario. Smentite tutte le allusioni a sfondo politico, sia in merito al coinvolgimento di membri della vecchia amministrazione nell’organizzazione, sia riguardo alla candidatura dello stesso Ugo di Pofi che ha rimarcato il fatto che né lui né i membri della sua associazione sono attualmente coinvolti direttamente nella prossima campagna elettorale.
Ma non sono bastate le rassicurazioni del presidente dell’Associazione Viva per calmare gli animi. Ceccano 2030 infatti è tornata a ribattere: “Non siamo mai stati contro il Carnevale, abbiamo figli e ragazzi anche nelle nostre case, ma francamente troviamo sconcertante il teatrino che è stato costruito ad hoc, probabilmente per screditare l’onestà di una forza politica sana che ha solamente preteso di avere trasparenza e vederci chiaro nell’organizzazione di un evento pubblico”.
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“Botte” e risposte
Un botta e risposta infinito che è culminato con uno scontro verbale e fisico durante la manifestazione di ieri. Un fatto denunciato dal Collettivo Ceccano 2030 e da Rifondazione Comunista, secondo i quali, in occasione del Carnevale Ceccanese, in P.zza 25 Luglio, un esponente del collettivo e di Libera dalle mafie sarebbe stato aggredito verbalmente e fisicamente da un ex consigliere della maggioranza Caligiore, nonché noto esponente locale del partito di FDI. Quest’ ultimo, alla presenza di numerosi testimoni, avrebbe minacciato il militante dinanzi alla moglie e alla figlia minore, rivolgendo frasi intimidatorie, bloccandogli le braccia e urlando alla vittima e alla sua famiglia di andare via da Ceccano.
“Eccoli quelli del partito di “Dio, Patria e Famiglia”. Sono loro. Sono quelli che minacciano l’ avversario in presenza di bambini, quelli talmente incapaci di cimentarsi in un confronto civile da dover ricorrere alla forza bruta; sono quelli che hanno esacerbato il clima politico Ceccanese, che lo hanno avvelenato tanto da incutere timore negli avversari e, soprattutto, nei cittadini tutti. Sono l’ antipolitica, l’antidialettica, l’anticultura, gli anti democratici che pretendono di fare politica a suon di minacce e insulti. Un gesto tanto vile non può passare sotto silenzio”. Hanno dichiarato Ceccano 2030 e Rifondazione, chiedendo l’intervento dei vertici di partito: del deputato Massimo Ruspandini e del nuovo segretario del circolo locale Rino Liburdi, per chiedere l’espulsione dal partito del diretto interessato.
Ma da Fratelli d’Italia la risposta è stata categorica: “Il Collettivo 2030 e PRC dopo settimane di odio, calunnie, diffamazioni, spregio per i morti e chi più ne ha più ne metta, sul Carnevale ceccanese dopo aver detto che era a spese del comune, che non c’erano le certificazioni, circostanze smentite fragorosamente dai fatti e dai documenti, invece di fare una mezza giornata di vergogna, di fronte al successo clamoroso dell’evento, hanno pensato bene di ” sporcare” una giornata così bella facendo un comunicato pieno di farneticazioni e falsità, nel tentativo goffo di creare il caso”.
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Sull’aggressione il partito non solo smentisce, ma ribalta la situazione: “La realtà dei fatti è ben diversa. Innanzitutto risulta che sia stata la coppia di odiatori professionisti ad aggredire l’uomo. Così come risulta che la coppia scatenata abbia aggredito il povero organizzatore dell’evento completamente ignaro di tutto tanto da necessitare dell’intervento dei vigili urbani per sedare i due. In tutto questo la falsità più plateale è l’aver richiamato al fatto che ai fatti fosse presente il neo segretario di FDI, al quale si chiede di prendere posizione. Tale diffamatoria affermazione è un chiarissimo tentativo di creare un caso politico”.
“Purtroppo non essendo riusciti ad impedire la realizzazione dell’evento con le loro bugie, gli animi del “Collettivo 2030″ sono talmente infuocati d’odio, da ricorrere a questi mezzucci da KGB. Fortunatamente non siamo nè a Cuba nè nella vecchia Unione Sovietica che tanto amavate, siamo in una democrazia e non riuscirete con l’odio e la violenza ad impedirci di presentare un progetto nuovo per la Città che, molto serenamente, saranno i cittadini a giudicare. Siamo noi invece a chiedere ai candidati a sindaco del centrosinistra con quale coraggio potranno fare accordi con questo gruppo che fa dell’insulto, della diffamazione, dell’odio il suo principale programma elettorale”, hanno concluso da Fdi.
