Un nuovo episodio di tensione riporta al centro dell’attenzione le condizioni di sicurezza negli uffici del servizio sociale del Comune di Cassino.
Nei giorni scorsi, secondo quanto riferito da fonti sindacali, è stato necessario l’intervento della polizia locale per riportare la calma dopo le proteste di un utente, in una situazione che avrebbe generato momenti di forte agitazione all’interno degli uffici.
L’accaduto, pur senza conseguenze gravi segnalate, si inserisce in un contesto che viene descritto come problematico da tempo. A intervenire è la Cisl Fp Frosinone, che torna a denunciare la mancanza di adeguate misure di tutela per il personale impegnato nei servizi sociali, un ambito caratterizzato da un contatto diretto e quotidiano con situazioni di fragilità economica e sociale.
“Quanto accaduto rappresenta l’ennesimo episodio di una situazione che denunciamo da tempo e che non può più essere ignorata – hanno affermato il Segretario Generale della Cisl Fp Frosinone Antonio Cuozzo e il Responsabile degli Enti Locali Raffaele Ercoli -. Le lavoratrici e i lavoratori dei servizi sociali svolgono un ruolo delicatissimo, a stretto contatto con situazioni di fragilità e disagio, ma non possono essere lasciati soli ad affrontare momenti di tensione che mettono a rischio la loro incolumità. Non è accettabile che si debba ricorrere sistematicamente all’intervento delle forze dell’ordine per ristabilire condizioni minime di sicurezza. Serve prevenzione, serve organizzazione, servono misure strutturate. Per questo ribadiamo con forza la necessità di attivare un servizio fisso di vigilanza presso gli uffici e di adottare protocolli chiari per la gestione delle situazioni critiche. Alla luce dell’ennesimo episodio, chiediamo con urgenza all’amministrazione comunale di Cassino di procedere alla convocazione di un tavolo di confronto per individuare soluzioni immediate ed efficaci. La sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere considerata un aspetto secondario né rinviabile. È una priorità assoluta e un diritto imprescindibile per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori“.

