Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Ceccano, l’aula si è confrontata su due questioni centrali per il territorio: l’emergenza ambientale della Valle del Sacco e il destino del Castello dei Conti.
Il primo punto all’ordine del giorno ha registrato una convergenza rara: una mozione unitaria, sottoscritta da maggioranza e opposizione, sul tema dell’inquinamento della Valle del Sacco. Un passaggio che, nelle parole della presidente del Consiglio Piroli, rappresenta un segnale di “maturità politica” su una questione che non può essere ricondotta a uno scontro tra schieramenti.
Unità politica davanti a un’emergenza che persiste
Nel testo si richiama il recente rapporto di Legambiente, secondo cui la bonifica del sito di interesse nazionale risulta ferma allo 0,2% dal 2005. Un dato che evidenzia uno scarto significativo tra gli obiettivi annunciati negli anni e i risultati effettivamente raggiunti. A questa situazione si sommano episodi recenti. Nei primi giorni di aprile, nuovi sversamenti hanno interessato il fiume Sacco, con segnalazioni di schiuma e morie di pesci lungo un tratto che coinvolge diversi comuni, da Anagni fino a Ceccano e oltre. Eventi che non rappresentano un’eccezione, ma si inseriscono in una sequenza già nota, alimentando una preoccupazione diffusa tra i cittadini.
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Il sindaco Andrea Querqui ha portato in aula i primi risultati delle analisi effettuate dai campionamenti del 6 aprile da parte delle autorità competenti che risulterebbero compatibili con una crisi di ossigeno nell’acqua, probabilmente causata da sostanze organiche. In termini semplici, uno sversamento di liquami o materiali simili avrebbe ridotto la quantità di ossigeno disponibile, provocando il soffocamento della fauna ittica. Si resta in attesa, però, degli esiti analitici di laboratorio per accertare tutte le sostanze inquinanti.
La mozione approvata impegna l’amministrazione a muoversi su più livelli: dal rafforzamento dei controlli sugli scarichi al coinvolgimento diretto del Ministero dell’Ambiente, passando per il coordinamento con la Prefettura e gli altri comuni della valle del Sacco. Monitoraggio costante, studi epidemiologici, maggiore trasparenza sui dati e di strumenti di controllo partecipato.
“Con Questa mozione lanciamo un messaggio ai cittadini ma anche a quei delinquenti che inquinano il nostro territorio e questi devono sapere che non siamo più disposti a tollerare queste azioni criminali. In qualità di sindaco mi sono già mosso: è stato proposto ai sindaci dei comuni della valle la firma di un protocollo d’intesa a cui seguirà un tavolo tecnico coordinato dal prefetto di Frosinone. Un’“area vasta dell’ambiente” per individuare i responsabili degli ultimi sversamenti e prevenire questi fenomeni e sollecitare tutte le azioni di bonifica della valle dove ci siamo fermati a un numero ridicolo, appunto lo 0,2%”, ha spiegato il sindaco Querqui.
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Lo stesso sindaco ha riconosciuto un ulteriore elemento di complessità: oltre al danno ambientale e sanitario, il perimetro del SIN comporta anche un freno economico per il territorio, vincolando aree che, se risultassero non contaminate, potrebbero essere restituite ad attività produttive.
Il punto sul Castello dei Conti
Se sul tema ambientale il Consiglio ha trovato una sintesi, il confronto sul Castello dei Conti ha messo in luce una situazione più frammentata, soprattutto sul piano delle tempistiche. L’interrogazione presentata dall’opposizione, con l’intervento della consigliera Alessia Macciomei, ha posto una domanda precisa: quanto tempo serve per completare i lavori e riaprire il Castello?
Secondo quanto riferito in aula, la ditta esecutrice avrebbe indicato tempi relativamente brevi – circa un mese – per la conclusione degli interventi. L’amministrazione, invece, mantiene come orizzonte il 2027. Una differenza che evidenzia l’assenza di un elemento ritenuto decisivo: il direttore dei lavori. Senza questa figura, è stato chiarito dall’assessore ai lavori pubblici Giulio Conti, non è possibile certificare lo stato dell’opera né definire una tempistica attendibile.
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L’assessore ha spiegato inoltre che a complicare il quadro interviene la questione economica. L’avanzamento dei lavori risulta infatti all’81% ma il pagamento per la progettazione (e per la direzione dei lavori) risulta liquidata al 95%. Una situazione che per la vicesindaca De Santis non può passare in secondo piano perché “ci impone di fare scelte di sostenibilità economica per l’ente”.
Da un lato, l’opposizione ha chiesto di accelerare i tempi e valutare anche aperture parziali. Dall’altro, la maggioranza ha riconosciuto che senza una direzione lavori formalmente incaricata qualsiasi previsione rischia di essere poco attendibile. Il consigliere Emiliano Di Pofi e presidente della Commissione Lavori Pubblici ha evidenziato inoltre che eventuali criticità nei lavori già eseguiti potrebbero emergere solo dopo una verifica tecnica del nuovo direttore dei lavori e potrebbero comportare nuove spese per l’ente, pertanto si sta procedendo con cautela.
Dall’opposizione, Fabio Giovannone ha posto il tema delle priorità finanziarie, interrogandosi sulla coerenza tra le risorse destinate ad altri interventi (come i fondi destinati per l’asfaltatura delle strade) e quelle disponibili per il completamento del Castello. Una questione che si intreccia con il rischio, evidenziato da Ginevra Bianchini, di dover restituire i fondi in caso di mancato rispetto delle scadenze.
Un museo civico dentro il Castello dei Conti
Accanto agli aspetti tecnici ed economici, il confronto ha toccato anche la funzione futura della struttura. L’assessore al patrimonio Alessandro Ciotoli ha osservato come il progetto di restauro, pur intervenendo su gran parte dell’edificio, non definisca in modo chiaro la destinazione d’uso. Da qui l’idea di realizzare un museo civico all’interno del Castello con l’obiettivo di trasformarlo in una risorsa culturale ed economica per la città. “Speriamo di aprire prima di dicembre 2027 ma serve trovare le risorse per riempire un contenitore vuoto che per quanto bello, rimane vuoto. Facciamo insieme una discussione su questo, non solo con l’opposizione ma anche con la città. Torniamo a parlare anche di futuro non solo del passato perché a noi interessa amministrare per il domani”, ha spiegato l’assessore Ciotoli in aula, annunciando l’ottenimento di un finanziamento di 75mila euro per il Muce (Museo Civico di Ceccano) in risposta al bando regionale “Lazio digital innovation tourism”.
Il sindaco Querqui nel suo intervento finale ha ricostruito le tappe del cantiere: dal finanziamento del 2021 all’avvio dei lavori nel 2023, fino all’interruzione legata alle vicende giudiziarie e alla successiva necessità di riorganizzare incarichi e procedure. Un percorso che, secondo l’amministrazione, giustifica i ritardi accumulati. “Abbiamo pubblicato una manifestazione di interesse per le nuove nomine. Oggi stiamo valutando le offerte che sono arrivate e prossimamente ci sarà l’affidamento degli incarichi. Ci siamo dovuti rapportare con la Procura europea – ha spiegato il sindaco – e abbiamo dovuto ottenere pareri legali prima di revocare e riaffidare gli incarichi tecnici per questa e altre opere Pnrr sott’inchiesta. Nel frattempo, ci siamo concentrati su tante altre opere ereditate in forte ritardo. Sul Castello abbiamo tutti torto e tutti ragione finché il direttore dei lavori non verrà incaricato”, ha concluso.
L’Amministrazione comunale, tra l’altro, ha fatto sapere di essere riuscita ad ottenere un’ulteriore proroga della scadenza per il completamento della ristrutturazione della scuola “Mastrogiacomo” con il rifacimento del secondo piano, che ospita la primaria, dove i lavori si erano interrotti a causa di una riserva economica presentata dalla ditta che il comune non ha potuto accettare per via di vicoli di bilancio.
