Il sindaco Querqui sulla questione della “Festa di San Giovanni”, che sta tenendo banco nelle ultime ore a Ceccano.
«La “Festa di San Giovanni”, sin dalla passata edizione – fa presente il primo cittadino – ha segnato un cambiamento nel modo in cui questa amministrazione intende gestire le risorse pubbliche. I cittadini possono sapere esattamente come sia stato speso ogni singolo euro: sicurezza, logistica, tecnica, artisti. Tutto pubblico, tutto verificabile. Non era mai successo prima di noi e avviene a seguito dell’approvazione del primo regolamento per le sponsorizzazioni e donazioni».
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«Quest’anno – continua il sindaco Querqui – abbiamo scelto di investire tutto sugli artisti e talenti del territorio invece che su un “grande nome” di richiamo nazionale. Ciò non esclude il fatto che non si possa fare in futuro, non appena il bilancio comunale lo consentirà. Questa scelta ha permesso di contenere i costi e dare visibilità a chi lavora e produce cultura nella nostra città. Può piacere o non piacere, ma è una scelta che rifaremmo. Sappiamo che una sola serata, il solito “concertone”, non può bastare a rappresentare una città intera, e non è mai stato nei nostri piani fermarci qui».
«Ceccano – va avanti – potrà avere tutta un’estate davanti, non fermandosi esclusivamente alla pur importante festa patronale. Prenderanno il via una serie di eventi pensati per coinvolgere tutti i cittadini, con proposte diverse per gusti diversi. Siamo soddisfatti del lavoro fatto, e sappiamo che c’è sempre margine per migliorare. Lo diciamo senza alcuna difficoltà, consci però di aver già ottenuto un finanziamento regionale di 70mila euro per l’arricchimento del cartellone estivo con la manifestazione artistica “Vibrazioni”».
«L’assessore Alessandro Ciotoli, insieme a tutta l’Amministrazione – conclude Querqui – ha lavorato con serietà su ogni passaggio. Andremo avanti nello stesso modo. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa “Festa di San Giovanni”, dagli organizzatori agli artisti fino ai partecipanti. A chi sostiene che avremmo “sprecato i soldi”, rispondiamo semplicemente che sono stati investiti sul talento ceccanese e ciociaro. Non siamo di certo noi ad avere sperperato risorse».

