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CECCANO, IL 9 MAGGIO ‘PORTA UN FIORE A PEPPINO IMPASTATO’

Il circolo Prc-se “5Aprile”, insieme al suo segretario, Luigi Mingarelli, invita a commemorare e riflettere sulla figura di Peppino Impastato, un attivista antimafia italiano assassinato nel 1978 per il suo impegno contro la mafia. Il 9 maggio di ogni anno, viene proposto di portare un fiore al piazzale a lui dedicato per onorarne la memoria e riflettere sui suoi ideali.

“Il giorno 9 Maggio 2024, dalle ore 18, presso il piazzale che porta il suo nome e insieme a quanti vorranno esserci, omaggeremo la figura di Peppino Impastato portando un fiore presso la targa che lo ricorda. Cercando, poi, di ragionare insieme sulla contemporaneità dei suoi pensieri.

“Arrivai alla politica nel lontano novembre del ’65, su basi puramente emozionali: a partire cioè da una mia esigenza di reagire a una condizione familiare ormai divenuta insostenibile”

Così, Peppino Impastato, descrive le motivazioni del suo avvicinamento alla politica, in una breve nota autobiografica scritta poco tempo prima che venisse assassinato il 9 maggio del 1978. L’obiettivo di Peppino era quello di creare un movimento di opinione volto a denunciare e a mettere in luce le malefatte e gli efferati delitti della mafia locale. La sua vita fu caratterizzata da un’inesorabile voglia di sfuggire a un destino a cui, fin dalla nascita, sembrava essere “condannato”.

Ragionando sulla frase di Peppino, attualizzandola ad oggi ed a Ceccano, potremmo ben dire che chi prova a reagire a una condizione ambientale e sociale oramai divenuta insostenibile deve per forza provare emozioni e sentimenti tali da fargli capire che non può continuare a stare in un cantuccio fregandosene di quel che succede intorno, ma può e deve cominciare a parteggiare, non potendo più accettare supinamente la condanna infertagli da una classe dirigente che a tutto pensa fuorché a mettere in atto le prime vere azioni per contrastare l’inquinamento della nostra città.

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Ci sono, per la verità, cittadine e cittadini che tentano, in maniera più o meno organizzata, di contrastare questa deriva ambientale. Chi non lo fa, e non ha nessuna voglia di farlo, sembra essere l’amministrazione comunale, che va avanti per spot e selfie, ma di concreto non mette in campo niente per progettare e mettere in campo un processo a lungo termine di risanamento ambientale. Questa mancanza di progettualità può inculcare nelle teste di tanti la convinzione che si, siamo condannati a morire di inquinamento e niente si può fare per invertire la rotta.

Ebbene, non è cosi! Affinché si venga a creare non solo un movimento di opinione ma anche e soprattutto un vero movimento partecipativo e progettuale di contrasto a questa problematica, c’è forte la necessità di partecipare, di confrontarsi, di discutere seriamente senza che ci siano steccati elettorali ma soltanto la volontà di cominciare a tentare di porre rimedio avvalendosi dell’aiuto di tutti e non sentendosi unti dal signore solo perché si ricopre una carica politico-amministrativa, magari facendo una vera azione di democrazia partecipativa e quindi permettere ai comuni cittadini di intervenire in un consiglio comunale convocato ad hoc, come richiesto anche ultimamente dal collettivo Ceccano2030.

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.”

Facendo nostra questa frase chiediamo ai consiglieri comunali di Ceccano di rinunciare alla bruttura derivante dall’indifferenza, ma di pensare alla bellezza della partecipazione, della pluralità, della democrazia. Ricordiamo a tutti che per convocare un consiglio comunale straordinario basta la richiesta di quattro consiglieri. A loro, ai consiglieri tutti, che siano di maggioranza come di minoranza , lanciamo un appello sincero: aiutate la democrazia a vincere, la bellezza a trionfare, convocate il consiglio e fate parlare i cittadini! A giovarne sarà la vita dei Ceccanesi di oggi e di domani. Il futuro è ora, il momento è adesso”.

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