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ADVMESSAGGIO ELETTORALE A PAGAMENTO

Colleferro, intervista al candidato sindaco Giulio Calamita

Beatrice CardilloBeatrice Cardillo—21 Maggio 2026
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Siamo giunti alle battute finali di una campagna elettorale piena di idee e progetti per il futuro di Colleferro. Tra qualche giorno gli elettori della cittadina nella Valle del Sacco saranno chiamati ad esprimere il voto per il rinnovo del consiglio comunale.

Undici anni di amministrazione di centro sinistra con Pierluigi Sanna, Sindaco uscente della coalizione, hanno portato alla candidatura oggi del suo braccio destro, nonché Vicesindaco Giulio Calamita con il quale abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata sulla politica del territorio e i suoi programmi per i prossimi cinque anni.

Nel 2020 avete consolidato la squadra creata nel 2015 e lei è diventato Vicesindaco con delega all’ambiente, verde pubblico, risorse idriche, mobilità sostenibile e progresso tecnologico, personale e informatizzazione, coesione territoriale e sicurezza e attuazione del programma; di strada, da allora, ne è stata fatta tanta e nel 2026, le chiedo, cosa porterà con sé di questi lunghi anni?

«Sicuramente la pazienza di amministrare una città, un lavoro che non è sempre facile perché, il mestiere dell’amministratore è un mestiere complesso che si scontra quotidianamente con una complessità crescente di cose e con il continuo e vulnerabile mutare dei tempi che porta inevitabilmente davanti a noi, sfide sempre più inedite. La nostra generazione sta affrontando grandi cambiamenti. Porterò con me il senso di squadra e di appartenenza ad un gruppo che ha saputo governare secondo me, bene la città; porterò con me l’obiettivo di fare sempre meglio perché nel primo mandato sembrava che si fossero fatte già tante cose, poi nel secondo mandato se ne sono fatte altrettante, belle e forse di più imponenti ecco, questo è lo spirito che secondo me ci deve contraddistinguere. Questo è il bagaglio principale».

La parola ricorrente in questa tornata elettorale è stata sicuramente “continuità”. Come dimostrerà a Colleferro che lei non sarà solo continuità e che la sua amministrazione avrà una propria identità?

«Con Pierluigi Sanna condividiamo la maggior parte dei princìpi se non addirittura tutti i princìpi che ci sono fuori e dentro la politica; siamo animati dallo stesso spirito anche se siamo diversi caratterialmente: sono più analitico e se vogliamo più tecnico; mi appartiene un pochino meno quella visione romantica della vita che contraddistingue Pierluigi ma è pur vero che, proprio questa diversità caratteriale di approccio alle cose, nel corso degli anni, ci ha fatto essere complementari: ci sarà continuità in tutto ciò che di bello è stato fatto, continueremo a portare nella nostra Colleferro quel senso di bellezza che l’ha caratterizzata in questi undici anni. Dobbiamo essere capaci di intravedere in quello che abbiamo fatto negli anni quello che sarà il futuro.

«Non credo quindi negli stravolgimenti totali perché tanti cambiamenti, molto spesso, non vengono compresi fino in fondo, tutto ciò che facciamo nella nostra vita, sia come singoli individui sia come parte della nostra comunità, è frutto di un percorso lungo che dobbiamo necessariamente fare. La differenza starà nelle cose pratiche e io, ho tutta la voglia di proseguire questo progetto politico già iniziato del quale, ancora, credo fortemente non ne è stata fissata una data di fine.

«Colleferro è diventata città della cultura grazie ad un lavoro straordinario e credo che questo, potrà per esempio essere un punto importante di partenza per raggiungere altri grandi obiettivi: sarebbe bello vedere che la nostra città diventasse anche città dell’arte. Nell’ottica di questa continuità di cui Colleferro in parte necessita, mi sento di poter essere in grado di poter dare il mio supporto e il mio personale appoggio ad alcune situazioni che stanno a cuore ai cittadini modulando, laddove possibile, anche l’approccio al fine sempre di migliorare, monitorare e creare nuovi importanti rapporti.

«Anche se il percorso è in parte tracciato, credo che ci sarà con me una evoluzione. Siamo aperti alle nuove idee. In questi anni di governo della città, siamo stati pronti ad affrontare cose inaspettate, più grandi di noi e se vogliamo anche inedite e lo abbiamo fatto con lo spirito giusto quindi, non vedo perché tutto questo debba finire».

Giulio Calamita e l’ambiente. Lei è la figura che più di tutte le altre, in questi anni, ha saputo meglio identificarsi con questa parola. Lei è stato il portavoce di una nuova filosofia. Cosa continuerà a fare per l’ambiente in caso di successo elettorale?

«Mi piace continuare a pensarmi vicino a questa parola, accumunato ad una tematica cosi importante e seria. In questi anni mi sono battuto affinché l’ambiente diventasse una cosa seria da dover rispettare e l’ho fatto con tutte le mie forze credendo in un progetto grande che ha messo le sue radici partendo proprio dalle scuole. Si parte dai piccoli cittadini ad insegnare il rispetto per l’ambiente in cui si vive, si parte dai ragazzi a dare quell’educazione necessaria che poi li porterà nel futuro ad avere una concezione equilibrata del loro territorio, un luogo speciale in cui vivono. L’ambiente è stato per me un bagaglio importante, insieme a Pierluigi abbiamo portato avanti tanti progetti, battaglie e riflessioni; abbiamo costruito una solida macchina in grado di gestire questo delicato ambito amministrativo. Ho intenzione di proseguire su questa linea e spero di farlo avendone la possibilità. Incontrando in questi giorni tante persone mi sono reso anche conto che c’è tanto da fare per migliorare: qualche sera fa una signora mi ha fermato e mi ha posto una domanda. Mi ha chiesto se sapevo già quale sarebbe stata la prima cosa da fare una volta eletto.. sorridendo le ho risposto che visto il mese inteso di campagna elettorale forse la prima cosa sarebbe stata mettermi a dieta. Ci siamo fatti una risata e poi lei mi ha detto che non era quello che avrei dovuto fare, ma bensì avrei dovuto pensare alla tariffa puntuale sui rifiuti, la cosiddetta Tarip, un sistema che calcola la tassa sui rifiuti anche in modo personalizzato ossia in base alla reale produzione dei rifiuti. Questa cosa mi ha davvero colpito perché mi ha dato la percezione che la popolazione ha acquisito il concetto ambiente come una questione etica e sociale importante. Questo mi ha dato la prova che quello che abbiamo fatto e che ho fatto, ossia sensibilizzare i cittadini per tutti questi anni, non è stato un lavoro nullo.

«Sulla questione della Tarip mi preme dire che siamo appunto in dirittura di arrivo come Comune; entro i prossimi tre mesi saremo pronti a partire con questo nuovo progetto ambientale grazie ai fondi del Pnrr».

Si parla di un centro sinistra favorito che è arrivato a queste elezioni con una macchina elettorale collaudata formata soprattutto da amministratori uscenti che hanno lavorato in sinergia in un’unica direzione. Sei liste in grado di formare una squadra vincente e una coalizione definita larga anche per l’ingresso del Movimento 5 Stelle. Quanto sarà possibile nei prossimi cinque anni mantenere l’equilibrio?

«Questo dipenderà da come saranno i risultati al termine di questa tornata elettorale. Se il centro sinistra vincerà le elezioni amministrative del 2026 a Colleferro bisognerà vedere i numeri e questo non sarà solo un problema nostro ma di tutti. Il prossimo Sindaco dovrà essere messo nella condizione ottimale di poter amministrare la “res publica” in modo sereno. Occorrerà una stabilità di governo vera infatti, invito tutti gli elettori ad andare a votare, perché è importante. Sappiamo che la nostra è una coalizione forte fatta di persone che sanno fare politica; è una squadra che penso onestamente sia in grado di governare la città per i prossimi cinque anni. Vincere bene sarà quini la garanzia che ci permetterà di amministrare nel migliore dei modi. Sarà comunque necessario continuare sempre a lavorare per creare un rapporto solido tra tutti, anche se necessario mediare e io, dovrò essere bravo a creare una solida squadra unita. Questo lo potrò fare solo se ci sarà la stretta collaborazione da parte di tutti. Se ci saranno differenti visioni politiche nelle varie situazioni che si presenteranno credo che insieme, uniti, le dovremmo affrontare soprattutto con il dialogo e il confronto.

«Il Comune non è un’impresa e il consiglio comunale non è un consiglio di amministrazione che puoi cambiare a tuo piacimento; non esiste il singolo individuo al comando ma tutti devono lavorare per il bene comune della città, in sinergia e in stretta collaborazione verso una stessa direzione. Questa sarà la chiave della mia politica. Sono aperto al dialogo».

Parliamo di programma elettorale. Da qualche settimana lei e la sua squadra state portando in giro nelle piazze tra la gente, le idee e i progetti per il futuro di Colleferro. Quanto sarà possibile proseguire questo disegno politico se dovessero cambiare gli assetti dopo i risultati delle elezioni in termini di voti? Crede nella possibilità di una nuova squadra politica?  

«Partendo dal fatto che io credo moltissimo nel lavoro del consiglio comunale, possiamo già dire per esempio che, questo organo deliberativo, questa squadra cambierà inevitabilmente per un semplice motivo, quattro consiglieri non si sono ricandidati per motivi personali. In questo quadro ci metterei anche il fatto che le elezioni comunali sono sempre un terno a lotto. Quindi sicuramente già quattro consiglieri saranno nuovi e mi auguro che siano quattro giovani perché in loro confido molto per le idee e la dinamicità di una visione politica che punta al futuro ed è vicina alle nuove generazioni. Per il resto si vedrà».

L’uso dei social durante la vostra campagna elettorale è stato incisivo e si sa che i social sono oggi il mezzo comunicativo dei giovani e perché no, di una fetta di elettori che possono dare tanto ad un’amministrazione giovane come quella capitanata da un trentasettenne. Abbiamo visto che nei giorni scorsi, al Mercato Coperto, avete sperimentato un simpatico gioco con dei bigliettini anonimi attraverso i quali i ragazzi hanno espresso le idee, dato voce ai loro dubbi e regalato qualche simpatico ma concreto suggerimento. Da questo esperimento cosa è emerso?

«I social sono uno strumento molto importante anche se la nostra popolazione non è proprio giovanissima. Mi sono dedicato in questa campagna elettorale moltissimo alla realizzazione e alla pubblicazione di svariati video nei quali ho parlato, raccontato e spiegato la mia politica e gli obiettivi di questa coalizione: ho usato i canali social per arrivare in modo diretto alle persone e ai giovani e, devo dire, che questa scelta è stata davvero buona perché proprio attraverso questi canali, abbiamo avuto un forte e tangibile riscontro con i cittadini. Ma si sa che questo, è il futuro e che i giovani, sono i protagonisti. Una delle mie idee, infatti sarà proprio quella di pianificare nel corso dei prossimi cinque anni, una sorta di appuntamento fisso, magari settimanale, con i social, i video, storie, post e contenuti anche su canali dedicati per comunicare alla città e fare un resoconto del lavoro nella massima trasparenza.

«La comunicazione è fondamentale e in questa visione si colloca anche questa interazione che abbiamo avuto come amministrazione al Mercato Coperto con i giovani che, devo dire, sono stati davvero bravi perché nella loro semplicità e se vogliamo, anche nella loro praticità, ci hanno messo davanti ad una reale prospettiva facendoci soffermare su piccole grandi cose alle quali non avevamo dato spazio. Mi hanno parlato in quella occasione di sport, mobilità e cultura. Abbiamo bisogno delle loro idee e del modo in cui ragionano su di esse. Questo esperimento della messaggeria tra i giovani, in un luogo aperto come il Mercato, darà sicuramente vita ad una serie di appuntamenti fissi con loro anche attraverso questo innovativo format del soft clubbing che tanto è di moda tra le nuove generazioni. Non ci sono scuse, da loro dobbiamo prendere spunto e questo è possibile solo se diamo loro la possibilità di esprimersi.

«Undici anni, due mandati pieni, una pandemia mondiale di mezzo, posso dire oggi che ho imparato a conoscere la mia città tra mille difficoltà, decisioni prese lontano dai riflettori e responsabilità condivise con chi mi ha accompagnato in questo lungo cammino. Dopo undici anni sono pronto per questa avventura tra la mia gente».

MESSAGGIO ELETTORALE A PAGAMENTO
pubblicato alle ore 15.30 del 21/05/2026

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