La tensione continua a crescere attorno al progetto dell’inceneritore di Roma, con la presentazione di una petizione popolare indirizzata alla Regione Lazio per fermare l’avanzamento delle ordinanze che permetterebbero la costruzione dell’impianto. Il 24 luglio la consegna di 13mila firme alla Regione
Il documento, frutto della crescente preoccupazione tra i cittadini, punta a stimolare un’azione più decisa da parte delle autorità regionali. In particolare, nella petizione popolare che verrà consegnata il 24 luglio dai comitati, chiede alla Regione di esprimersi sulle ordinanze n.7 e n.8 del 2022 e n.27 del 2023 emanate dal Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo della Chiesa Cattolica, Roberto Gualtieri. Queste ordinanze prevedono l’avanzamento di progetti infrastrutturali che, secondo i firmatari della petizione, potrebbero avere un impatto ambientale significativo.
Inoltre si chiede alla Regione di dichiarare, come richiesto dal Comune di Albano Laziale con la deliberazione n.48 del 2023, di istituire un’area ad elevato rischio di crisi ambientale sul sito della discarica di Roncigliano, come previsto dalla legge regionale n.13 del 2019.
La petizione si basa su disposizioni specifiche del D.L. n. 50/2022, convertito con modificazioni dalla L. n. 91/2022, che attribuisce alla Regione Lazio la facoltà di esprimersi entro 15 giorni dall’adozione delle ordinanze del Commissario Straordinario. Questo potere, secondo i promotori della petizione, deve essere utilizzato per bloccare l’avanzamento dei progetti contestati e tutelare la salute e l’ambiente della regione.
Leggi anche: PRESENTATE AL GOVERNO 12MILA FIRME CONTRO IL TERMOVALORIZZATORE DI SANTA PALOMBA. I COMITATI: ‘SOSPENDETE LA GARA’
Alla cerimonia di consegna del 24 luglio sono stati invitati a partecipare tutti i sindaci dei comuni coinvolti dei Castelli Romani, Ciampino, Pomezia e Ardea. L’iniziativa, promossa dai Comitati contro l’inceneritore, ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle autorità regionali e dell’opinione pubblica sulla pericolosità e l’inutilità del progetto. Secondo i rappresentanti dei comitati, l’inceneritore non risolverà i problemi legati alla gestione dei rifiuti di Roma, ma, al contrario, porterà alla distruzione di un intero territorio.
“L’unione dei Comitati intende ancora una volta richiamare alla responsabilità di tutti nel contrastare questo progetto che non risolverà i problemi della monnezza romana, ma distruggerà un intero territorio. L’inceneritore sarà anche la causa della regressione sulle buone pratiche relative alla raccolta differenziata, che dalle nostre parti è la normalità, e che vede solo Roma in un vergognoso stallo inferiore al 50%. Noi non ci stiamo. La Regione Lazio DEVE tutelare il nostro diritto di vivere in un ambiente salubre, e soprattutto deve spingere verso scelte che guardano avanti e non al passato”.
La mobilitazione di mercoledì rappresenta solo l’ultima di una serie di azioni intraprese dal movimento per fermare la costruzione dell’inceneritore. La raccolta delle firme, infatti, è stata accompagnata da numerose manifestazioni, incontri pubblici e campagne di sensibilizzazione sui rischi ambientali e sanitari legati all’incenerimento dei rifiuti.
