Si è tenuta ad Atina una partecipata assemblea organizzata da Fare Verde Valle di Comino, che ha visto riuniti cittadini, amministratori locali ed esperti legali per discutere della spinosa questione della fuoriuscita dei comuni dalla contribuzione ai consorzi di bonifica
L’incontro, moderato da Paolo Fallena, referente locale di Fare Verde, ha offerto un’opportunità per fare chiarezza su una tematica che da anni affligge molti comuni della provincia di Frosinone, ovvero la contribuzione ai consorzi di bonifica. Tali consorzi sono responsabili della costruzione e della gestione di opere di difesa e regolazione idraulica, della fornitura e dell’utilizzo delle acque utilizzate principalmente per l’irrigazione e degli sforzi per la salvaguardia ambientale. Pertanto, i consorzi dovrebbero contribuire a migliorare la sicurezza territoriale, ambientale ed alimentare dei territori svolgendo una varietà di compiti e contribuendo allo sviluppo economico sostenibile.
Dall’assemblea, tenutasi nel centro sociale di Atina e voluta dall’Associazione Fare Verde Valle di Comino, sono emerse le principali criticità relative ai consorzi negli ultimi dieci anni, i quali, anziché tutelare l’ambiente e la popolazione, abbiano spesso agito in modo contrario agli interessi dei cittadini, con il benestare della classe politica. In una nota, Fare Verde scrive infatti: “Enti di bonifica commissariati da almeno 10 anni che sono diventati un tutt’uno con i politici che al posto di prendere decisioni importanti nel chiuderli o tantomeno di ridimensionarli li continuano a finanziare nonostante siano poco utili ai contribuenti e soprattutto inutili per l’ambiente”.
Alla riunione ha partecipato, tra gli altri ospiti, anche Piero Sandulli, docente universitario, il quale ha sottolineato l’aspetto giuridico della questione, evidenziando come la natura dei consorzi sia legata alla bonifica del territorio. Tuttavia, ha aggiunto, quando i costi superano di gran lunga i benefici per i cittadini, è legittimo chiedersi se sia ancora opportuno far parte di questi enti. Infatti, spiega: “Là dove non ci fossero i benefici per i contribuenti è opportuno chiedere di uscire dal perimetro di contribuenza anche perché nessun legame è irreversibile a fronte di servizi mancanti”.
Il Sindaco di Atina, Pietro Volante, ha condiviso l’esperienza del suo comune, che ha ottenuto nei mesi scorsi un importante successo legale contro il consorzio di bonifica Valle del Liri, quando la Corte Tributaria del Lazio ha annullato l’ingiunzione di pagamento del canone consortile relativo al 2018, anno in cui il comune fu travolto dal fango del torrente Mollarino, di competenza del consorzio, e di altri corsi d’acqua che misero in ginocchio gran parte del territorio comunale.
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“Fare Verde Valle di Comino, dopo essere stata per anni al capezzale dei corsi d’acqua di superficie che interessano la Valle di Comino anche con il servizio pubblico della Rai, è vicina alle battaglie dei vari comitati che hanno messo in luce l’approccio sbagliato che hanno avuto i consorzi di bonifica con il territorio addirittura arrecando danno come ha sottolineato la Magistratura Romana”, si legge nella nota dell’associazione Fare Verde.
Secondo il referente locale di Fare Verde Paolo Fallena, “uscire dal perimetro di contribuenza è ormai indispensabile a fronte dei danni all’ambiente e alle tasche dei cittadini che ha cagionato il consorzio di bonifica così come ha evidenziato la Magistratura nella causa che il Comune di Atina ha vinto contro il consorzio di bonifica Valle del Liri. Uscire dai consorzi di bonifica è possibile alla luce del fatto che alcuni comuni sono riusciti a farlo”.
La questione dei consorzi è molto importante per i comuni di Atina, Arce, Fontechiari, Pontecorvo, Pescosolido, San Biagio, Colfelice e non solo, perché i fragili ecosistemi della Ciociaria minati da ogni forma di inquinamento vengono continuamente messi in discussione dal dissesto idrogeologico.
“Il suolo non viene messo in sicurezza dai consorzi di bonifica e avvengono le inondazioni che mettono in pericolo la popolazione – è stato sottolineato da Fare Verde -. È inconfutabile che il letto di fiumi e torrenti si sia alzato ad opera dei sedimenti che vanno a valle e che non vengono sistemati con opere di ingegneria idraulica. La domanda sorge spontanea: se i consorzi non pensano all’Ambiente e ai Cittadini, non pensano di tenere il territorio e i corsi d’acqua di superficie in sicurezza, allora a che cosa serve stare nel perimetro di contribuenza?”, si chiedono le parti coinvolte, che ad oggi si ritrovano a dover affrontare il tentativo della Giunta regionale di Francesco Rocca “insieme ai politici da noi eletti in Provincia di Frosinone” che “cercano di far nascere un mega consorzio unico di bonifica denominato Lazio sud-est”. Una proposta alla quale Fare Verde Valle di Comino si oppone fermamente.
All’assemblea sono intervenuti il Professor Piero Sandulli; il Sindaco di Atina Dott. Pietro Volante, il consigliere comunale di opposizione (FD), Prof.ssa Aurora Aprile, il presidente del C.R.A. Danilo Calvani, il referente di Fare Verde Valle di Comino Paolo Fallena, i comitati cittadini di Arce, Isola del Liri, Esperia, Fontechiari, Castelliri, Pescosolido e il presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS Marco Belli.
