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CPR PONTE GALERIA: PD, M5S, ITALIA VIVA E VERDI E SINISTRA CHIEDONO LA CHIUSURA

Nel corso della sessione del Consiglio regionale tenutosi oggi, 7 febbraio 2024, il consigliere Claudio Marotta (Verdi e Sinistra) ha preso la parola all’apertura della seduta per informare l’Aula riguardo una visita ispettiva effettuata nella mattinata al Centro di identificazione ed espulsione (Cpr) di Ponte Galeria.

Insieme a lui c’erano i consiglieri Mario Ciarla (Pd), Marietta Tidei (Italia Viva), Adriano Zuccalà e Valerio Novelli (entrambi del M5s).

Questa visita è stata programmata in seguito al tragico suicidio di Ousmane Sylla, un ventiduenne originario della Guinea, avvenuto all’interno della struttura la scorsa domenica. Marotta ha espresso la sua ferma convinzione che il Centro debba essere chiuso a causa delle pessime condizioni in cui sono costretti a vivere centinaia di migranti in attesa di rimpatrio, non avendo commesso alcun reato.

Il presidente del Consiglio, Antonello Aurigemma, ha espresso il suo cordoglio per l’incidente e ha invitato tutti i presidenti dei gruppi consiliari a riunirsi al termine della seduta per valutare possibili iniziative comuni da intraprendere in risposta a questa situazione.

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“La visita odierna ci ha permesso di verificare le condizioni di drammatica difficoltà nella convivenza all’interno del Centro, per le persone private della libertà, ma anche per gli operatori e per le forze dell’ordine. Sono del tutto insufficienti, se non totalmente assenti, forme di mediazione, attività sociali, sportive o di supporto psicologico. Difficoltà e carenze che sono lo specchio di un sistema totalmente inadeguato della gestione dei flussi migratori in Italia”, scrive il consigliere Novelli su Facebook, aggiungendo che verrà richiesto, insieme agli altri consiglieri regionali del M5S e PD, un incontro urgente con il Prefetto di Roma “per capire quali strumenti di collaborazione istituzionale possiamo introdurre per affrontare la grave situazione riscontrata oggi, restando fermi nell’idea che la chiusura dei dieci Centri di permanenza per i rimpatri presenti sul territorio italiano sia una battaglia necessaria di diritto e di dignità”.

“La gravità delle condizioni di vita quotidiana è oggi sotto gli occhi di tutti: un sistema di detenzione amministrativa tiene recluse centinaia di persone in tutta Italia, senza che a queste sia stato contestato alcun reato. Attraverso i rinnovi della detenzione, che oggi può arrivare fino a 18 mesi dopo l’intervento del governo Meloni, in attesa del rimpatrio, non è garantita nessuna prospettiva di futuro o di presente a queste persone”, scrive Adriano Zuccalà, aggiungendo che: “La gravità della situazione attuale impone un impegno urgente che coinvolga anche la Regione Lazio. Abbiamo più volte chiesto, anche attraverso una mozione votata all’unanimità dal Consiglio regionale, l’istituzione di un nuovo protocollo d’intesa che permetta le attività del Garante regionale dei detenuti dentro la struttura del Cpr di Ponte Galeria”.

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