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DOMANI SCIOPERO GENERALE INDETTO DA CGIL E UIL: “INDISPENSABILE PROSEGUIRE CON LA MOBILITAZIONE”

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa congiunto CGIL NAZIONALE – FILLEA CGIL alla vigilia dello sciopero generale di domani, 11 aprile 2024, che interesserà tutti i settori privati per quattro ore e l’edilizia per otto e sarà accompagnato da iniziative di mobilitazione a livello nazionale e regionale che vedranno come punti cardine alcune rivendicazioni fondamentali: zero morti sul lavoro, per una giusta riforma fiscale, per un nuovo modello di fare impresa.

“La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori che si è intensificata dopo la tragedia nel cantiere Esselunga di Firenze ha iniziato a produrre importanti risultati, e per questo avanti con lo sciopero generale di domani insieme alla Uil”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Francesca Re David e il segretario generale della Fillea Cgil Alessandro Genovesi al termine dell’incontro di oggi al ministero del Lavoro, nel corso del quale sono stati illustrati gli emendamenti relativi al Dl Pnrr sui temi della salute e sicurezza, a partire dalla patente a crediti.

Per Re David e Genovesi: “rispondono alle nostre rivendicazioni: il ripristino della normativa precedente il 2003 sulla parità di trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello dell’impresa appaltante, per appalti e subappalti in tutti i settori, anche del privato, e applicazione dello stesso Ccnl quando corrispondente; il ripristino del riferimento ai Ccnl firmati dai sindacati ‘comparativamente più rappresentativi’ che era stato sostituito con ‘contratti maggiormente applicati’, agevolando accordi con sindacati pirata; l’introduzione delle sanzioni ai committenti pubblici per qualsiasi importo e ai committenti privati, sopra i 70mila euro, in caso di Durc di Congruità negativo nell’edilizia”.

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“Negative invece – sottolineano Re David e Genovesi – la conferma del limite per la patente a crediti ai soli cantieri mobili edili e senza comprendere anche le malattie professionali; nessuna norma per limitare gli appalti al massimo ribasso nel privato; la totale assenza di un piano nazionale di prevenzione su salute e sicurezza con relativo e adeguato finanziamento, di cui denotano l’assoluta urgenza l’ultima tragedia alla centrale idroelettrica al lago di Suviana ed il susseguirsi di quotidiane morti e infortuni sul lavoro”.

“Inoltre – proseguono – non c’è alcun riferimento alla necessità di intervenire sulla precarietà del lavoro che, insieme alla compressione dei costi, costituisce uno dei maggiori fattori di rischio”.

“Per questo – concludono – è indispensabile proseguire nella mobilitazione, a partire dallo sciopero che abbiamo indetto per domani insieme alla Uil, che in queste ore si sta estendendo all’intero turno di lavoro in diverse realtà categoriali e territoriali”.

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