Con la costituzione del 66° Stormo, lo scalo militare “Girolamo Moscardini” diventa il polo nazionale di riferimento per la formazione dei piloti di droni e per lo sviluppo delle competenze legate ai sistemi a pilotaggio remoto.
“Per la città di Frosinone questa è una giornata importante – ha dichiarato il Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli a margine della cerimonia di costituzione del 66° Stormo – Lo è perché assistiamo a un passaggio che non rappresenta una chiusura, ma una trasformazione. Non una perdita, ma una nuova opportunità. Per decenni l’aeroporto militare “Girolamo Moscardini” è stato identificato con la grande tradizione della formazione dei piloti di elicottero grazie all’opera del 72° Stormo, che ha formato generazioni di aviatori italiani e stranieri, diventando un punto di riferimento dell’eccellenza aeronautica nazionale. Oggi quella storia non si interrompe”.
“Oggi quella storia continua sotto una forma nuova, moderna e proiettata verso il futuro, con l’arrivo del 66° Stormo, destinato a diventare il polo di riferimento per la formazione e lo sviluppo delle competenze nel settore degli aeromobili a pilotaggio remoto, una delle frontiere più avanzate della tecnologia e della difesa contemporanea. È un segnale straordinario. Perché quando una struttura militare viene scelta per ospitare una funzione strategica così innovativa, significa che possiede infrastrutture adeguate, competenze consolidate, capacità organizzative e una posizione riconosciuta all’interno del sistema Paese. Frosinone non viene marginalizzata. Frosinone viene confermata. Viene confermata come città dell’Aeronautica Militare, come luogo di formazione, di ricerca, di innovazione e di servizio alla Nazione”, ha aggiunto il primo cittadino di Frosinone.
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Al centro della nuova missione del 66° Stormo ci sarà la formazione specialistica nel settore degli aeromobili a pilotaggio remoto, una tecnologia che sta assumendo un ruolo sempre più importante sia in ambito militare che civile. Per il sindaco si tratta di un segnale significativo non solo per l’Aeronautica Militare, ma anche per il territorio. “C’è un aspetto che, da Sindaco, mi rende particolarmente orgoglioso. Viviamo in un tempo in cui la tecnologia evolve con una velocità impressionante. I sistemi a pilotaggio remoto stanno cambiando il modo di operare delle Forze Armate, ma stanno anche aprendo prospettive enormi nel campo della sicurezza, della protezione civile, del monitoraggio ambientale, della ricerca e dell’innovazione industriale.
Avere qui il 66° Stormo significa collocare Frosinone dentro questa grande trasformazione. Significa legare il nome della nostra città non soltanto alla gloriosa tradizione del volo, ma anche alle sfide del futuro”.
Nel suo intervento il sindaco ha voluto dedicare un passaggio anche al 72° Stormo, protagonista per decenni della vita dell’aeroporto Moscardini e della formazione dei piloti di elicottero. “Desidero rivolgere un sincero ringraziamento all’Aeronautica Militare, al Ministero della Difesa e a tutti coloro che hanno lavorato affinché l’aeroporto Moscardini mantenesse una funzione centrale e strategica nel nuovo assetto organizzativo delle Forze Armate. Un ringraziamento va naturalmente anche agli uomini e alle donne del 72° Stormo, che hanno scritto pagine importanti della storia di questo territorio e che resteranno per sempre parte della memoria collettiva della nostra comunità. E un caloroso benvenuto agli uomini e alle donne del 66° Stormo”.

