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ELLY SCHLEIN RIPARTE DA CASSINO

La segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, ha ufficialmente lanciato il suo tour in vista delle prossime elezioni europee del mese di giugno. Il percorso inizierà il 27 gennaio dalla città di Cassino, in Ciociaria, secondo quanto dichiarato dalla consigliera regionale Marta Bonafoni.

In totale saranno sei le tappe attraverso il Paese annunciate: “Non sarà un viaggio in solitaria, ma “insieme”. Dal centro Italia al sud, dalle isole fin su al nord est e al nord ovest, e fino al cuore dell’Europa, insieme alla segretaria Elly Schlein e al responsabile Europa della segreteria nazionale Peppe Provenzano ci sarà il partito (dai parlamentari europei a quelli nazionali ai territori) e poi le forze sociali e imprenditoriali, gli esperti, le associazioni e il Terzo Settore. Il tutto sempre accompagnato dalla squadra di giovani europeisti che già a dicembre ci hanno aiutato a cucire i dibattiti della due giorni del Forum Europa”, ha spiegato Marta Bonafoni, consigliera regionale.

La scelta di Cassino è simbolica. Il 27 gennaio infatti ricorre il giorno della memoria e anniversario del bombardamento che ha distrutto la città.

“Distrutta ma anche ricostruita, e sta qui il messaggio più forte che vogliamo fare nostro. L’Europa nacque dalle macerie della guerra e del nazifascismo, nacque come promessa di pace e con un urlo che si levó unanime dopo la tragedia dell’Olocausto: “mai più”. In un tempo presente segnato ancora dai conflitti, con una Europa timida quando non afona di fronte alla violenza della guerra, per noi è importante ripartire da qui. Per ricordare e rilanciare l’idea originaria dell’Europa”.

Ma questa non è l’unica ragione che ha portato il Partito Democratico guidato da Elly Schelin a iniziare il suo tour proprio a Cassino:

“Una città importante e complessa, dove tutti i giorni un’amministrazione illuminata guidata da un sindaco Pd, Enzo Salera, lotta per il bene della sua comunità e contro le contraddizioni di un modello di sviluppo che negli anni non è stato capace di redistribuire opportunità e allo stesso tempo di avere cura della cosa più importante che abbiamo, il nostro pianeta, l’ambiente in cui viviamo.

Faccio solo due esempi: Cassino è la sede di uno degli stabilimenti italiani di Stellantis, la Fiat, ed è allo stesso tempo all’interno dell’area vasta della Valle del Sacco, che in questi anni troppo ha fatto parlare di se per i livelli di inquinamento e di impatto negativo sulla salute anche delle persone. L’Europa che vogliamo allora è quella che sempre di più metta al centro delle sue politiche la giustizia ambientale e quella sociale. “Un’Europa verde dal cuore rosso”, capace di cambiare in meglio la vita di chi la abita o la attraversa.”

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Parlando del monastero di Cassino e della figura di San Benedetto,suo fondatore, Bonafoni spiega:

“Ci è sembrata anche questa una coincidenza felice, San Benedetto patrono d’Europa. Un modo per dire che è con la cultura e con il rispetto dell’altro e del diverso da noi che possiamo costruire un luogo vivibile per tutte e per tutti, un continente di ponti anziché di muri. In fondo sarà la grande sfida delle prossime europee: la destra estrema dei nazionalisti e dell’egoismo nazionale, contro chi come noi si batte e si batterà per l’Europa della solidarietà e della giustizia”.

Sull’università invece sostiene:

“Più che importante direi fondamentale. L’Erasmus, per dire, è stato per decenni per intere generazioni il luogo allo stesso tempo di un sogno e di una pratica comune: la costruzione di una cittadinanza europea, competente e visionaria. Oggi in Italia abbiamo un governo che non solo attacca quotidianamente la scuola e l’università pubbliche, ma che disincentiva il rientro dei nostri giovani che si sono formati all’estero, più attento a gridare contro l’immigrazione che a promuovere serie politiche capaci di trattenere l’emigrazione dal nostro Paese.  Scommettere sulla formazione, farlo a partire dalla aree interne o “intermedie” dove peraltro abita un quarto della popolazione italiana, non può che essere la strada da percorrere”.

Sulle candidature alle prossime Europee afferma:

“Noi stiamo lavorando esattamente su questa traiettoria: provare a rendere comprensibile e popolare la partita che si giocherà alle prossime europee, vicini alle persone e ai loro bisogni. Contro una destra populista ma nei fatti amica dei poteri forti, e contro un’astensione che continua a rappresentare per tutti i sondaggi il primo partito, servono prima il progetto e poi la squadra”.

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