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EMERGENZA LAVORO PRECARIO A FROSINONE E LATINA: OLTRE L’80% DEI CONTRATTI È A TEMPO DETERMINATO

Una situazione di precarizzazione del lavoro pesantemente radicata è emersa nel Lazio, con statistiche allarmanti che si concentrano soprattutto nelle province di Frosinone e Latina. Patrizia Fieri, segretaria confederale della Cgil Frosinone Latina, ha recentemente fornito uno sguardo dettagliato su questa realtà, basandosi sui dati emersi da uno studio condotto dalla Cgil del Lazio.

Le province del basso Lazio si trovano al centro di una tragica fotografia del mercato del lavoro, dove nonostante gli indicatori economici suggeriscano un aumento dei redditi e dei depositi bancari nella regione, i benefici non si riflettono nel mondo del lavoro.

Nel Lazio c’è un’emergenza che riguarda il lavoro che si chiama precarietà, una piaga certamente non recente ma che le scelte quantomeno spericolate degli ultimi governi hanno ulteriormente esasperato. Il risultato è che il Lazio, sia in periodi di contrazione economica che di crescita, vede aumentare solo il lavoro precario e di brevissima durata”.

I dati raccolti dalla Cgil di Roma e del Lazio sottolineano la gravità della situazione, in particolare nelle province di Frosinone e Latina. Nel dettaglio, nell’area di Frosinone, l’84% dei contratti attivati è a tempo determinato, mentre in quella di Latina questa percentuale raggiunge addirittura il 93%. Questo fenomeno è in gran parte attribuibile alla stagionalità che caratterizza i settori agricolo e turistico, ma colpisce soprattutto le lavoratrici donne, il cui 17% dei contratti ha una durata inferiore a 3 giorni e la cui fascia d’età media è compresa tra i 35 e i 55 anni.

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È significativo notare che, ad eccezione del lavoro autonomo, le donne sono particolarmente vulnerabili al lavoro precario, specialmente nel caso del part-time involontario. Settori chiave come la pubblica amministrazione, l’istruzione e la sanità vedono un eccesso di cessazioni rispetto alle nuove assunzioni, con conseguenti interruzioni nella continuità lavorativa, particolarmente cruciali per questi ruoli.

Patrizia Fieri aggiunge ulteriori riflessioni, mettendo in luce che la maggior parte delle cessazioni contrattuali non è dovuta a dimissioni volontarie, bensì al termine del contratto stesso. Questo dato, che colpisce il 70% dei casi a Latina e il 57% a Frosinone, evidenzia la mancanza di alternative lavorative e la precarietà delle condizioni occupazionali, soprattutto per le donne.

Questi dati confermano che la “via maestra” intrapresa dalla CGIL , è quella da percorrere , oggi più che mai il contrasto al precariato, la necessità di buona occupazione, la stabilità economica, l’uguaglianza tra lavoratori, pari dignità e diritti ,sono l’obiettivo da raggiungere, dobbiamo impegnarci tutti, perché il lavoro c’è, servono scelte diverse, che rimettano al centro il lavoro e non solo il profitto”.

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