Nella mattinata di oggi è stato notificato al Comune di Ferentino il ricorso al TAR contro il decreto del Sindaco del Comune di Ferentino n. 3 del 27 maggio 2026, con il quale è stata disposta la revoca dell’Assessore Dominici Pierina.
Sulla vicenda è intervenuto l’Avvocato Fabio Cedrone, difensore della Dominici, che in una spiega:
“Come chiarito dai Giudici Amministrativi, nonostante il carattere ampiamente discrezionale che connota il provvedimento di revoca dell’incarico di assessore, in ogni caso l’amministrazione non può omettere qualsivoglia riferimento alle ragioni logico-giuridiche del provvedimento di secondo grado, ostando alla diversa ermeneutica la natura del medesimo, siccome ascrivibile alla categoria degli atti amministrativi (e non degli atti politici), quindi soggetta all’obbligo di motivazione ai sensi dell’art. 3 della l. n. 241/1990”.
Continua l’Avv. Cedrone precisando che “Tuttavia la revoca di un assessore con una simile motivazione, ovvero motivata esclusivamente dal rispetto di un accordo di alternanza o rotazione, la c.d. “staffetta” è del tutto illegittima“.
E aggiunge: “i principi chiave stabiliti dai giudici amministrativi sono, pertanto: a) obbligo di motivazione, secondo cui la revoca dell’assessore non è un atto politico insindacabile, ma un atto di alta amministrazione; richiede una motivazione oggettiva e trasparente legata a ragioni di buon andamento e imparzialità dell’ente; b) esclusione di logiche di partito, per cui l’accordo politico di alternanza, mirato unicamente a “sostituire” la carica a metà legislatura, non può costituire il presupposto giuridico valido per il venir meno del rapporto fiduciario che lega il Sindaco all’assessore”.
“Dalla lettura del ricorso e dalle richieste formulate dalla sig.ra Dominici – conclude la nota – emergono chiaramente le possibili conseguenze per il Comune di Ferentino a causa dell’illegittimità del provvedimento impugnato: a) da una parte l’azione di annullamento dell’atto di revoca con caducazione dei suoi effetti; b) dall’altro il rischio economico per il Comune di essere chiamato a risarcire il danno subito dall’assessore illegittimamente rimosso: infatti, laddove il TAR dovesse accertare l’illegittimità del decreto di revoca, l’assessore rimosso ha già formulato richiesta di risarcimento del danno patrimoniale derivante dalla mancata percezione dell’indennità per il periodo restante, nonché per il danno di immagine“.
