La ceccanese Giada Spinelli ha esplorato il legame tra governance spaziale e politica estera nel contesto del Piano Mattei: il suo lavoro sarà presentato a Sydney, in Australia, in occasione dell’International Astronautical Congress.
Dal 29 settembre al 3 ottobre 2025, Sydney ospiterà la 76ª edizione dell’International Astronautical Congress (IAC), il più importante evento globale dedicato al settore aerospaziale. Una manifestazione che ogni anno raccoglie oltre 6.000 tra esperti, aziende e agenzie spaziali da tutto il mondo, come ULA, Northrop Grumman, Jacobs e diversi enti governativi.
Quest’anno, tra i nomi selezionati per partecipare al 38° Simposio IAA su Politiche, Regolamentazioni ed Economia dello Spazio, figura anche quello della dottoressa Giada Spinelli, originaria di Ceccano (FR), classe 1999, laureata magistrale in European Economy and Business Law presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Un riconoscimento importante che le permetterà di presentare i risultati della sua tesi sul ruolo dell’Italia nella diplomazia spaziale internazionale, con particolare attenzione all’Africa e al recente Piano Mattei.
Come sei arrivata alla selezione per lo IAC 2025?
“Durante il mio percorso universitario ho avuto l’opportunità di lavorare a una tesi in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana. Sono entrata in contatto con la dottoressa Maria Chiara Noto, responsabile dell’Ufficio Cooperazione Internazionale e Diplomazia Spaziale dell’ASI, che in quel periodo stava seguendo il Piano Mattei, l’iniziativa italiana volta a rafforzare le relazioni con i paesi africani. È stata proprio lei a suggerirmi di approfondire il legame tra questo piano e lo spazio, perché si trattava di un ambito ancora poco esplorato. Dopo la laurea ho deciso di rispondere alla call for papers dello IAC inviando un abstract basato sulla mia tesi. Sono stati inviati più di 6.000 abstract da circa 103 Paesi, e tra questi è stato selezionato anche il mio”.
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Diplomazia spaziale e governance: il caso italiano
Il lavoro della dottoressa Spinelli affronta un tema innovativo e di estrema attualità: la diplomazia spaziale come strumento per promuovere la governance globale. “La cooperazione tra paesi in ambito spaziale — ci spiega — permette la creazione di un ecosistema collaborativo, in cui il trasferimento di tecnologia e conoscenza diventa un motore di sviluppo. L’Italia è un esempio emblematico: grazie alla storica collaborazione con gli Stati Uniti, siamo diventati il terzo Paese al mondo, e il primo in Europa, a lanciare un satellite nello spazio. Da lì è nata una governance spaziale nazionale, formalizzata nel 1988 con la fondazione dell’ASI.”
Un percorso che ha portato l’Italia a partecipare a progetti di portata globale, come la Stazione Spaziale Internazionale, e ad avviare partnership di lungo termine, come quella con l’agenzia spaziale argentina CONAE, con cui è stato realizzato il sistema satellitare congiunto SIASGE.
Il Piano Mattei e le opportunità dello spazio
Il cuore della ricerca è però proiettato verso il futuro, e in particolare verso l’Africa. “Il Piano Mattei rappresenta una strategia italiana di politica estera volta a instaurare partenariati paritari e duraturi con i paesi africani. Finora ha riguardato principalmente energia e infrastrutture, ma nella mia tesi propongo una visione in cui lo spazio diventa un vettore strategico di cooperazione.”
L’ASI, in questo scenario, potrebbe giocare un ruolo chiave nel sostenere lo sviluppo locale attraverso la formazione, il trasferimento di tecnologie e la costruzione di capacità. “Ho voluto costruire un modello teorico-pratico — spiega — in cui l’Italia possa supportare paesi emergenti nel settore spaziale, come l’Egitto o il Kenya, rafforzando al contempo una governance globale più inclusiva e sostenibile.”
Per la dottoressa Spinelli, la partecipazione allo IAC è solo l’inizio. “È un’occasione irripetibile per confrontarsi con esperti di tutto il mondo, per far conoscere la mia ricerca e magari aprire nuove collaborazioni.”
