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GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA, IL REPORT DI LEGAMBIENTE SULLA QUALITÀ DELL’ARIA: “FROSINONE E CECCANO GIÀ FUORILEGGE”

In un rapporto speciale per la Giornata Mondiale della Terra, Legambiente ha pubblicato i dati riguardo ai superamenti dei valori massimi consentiti di polveri sottili PM10 nell’aria, registrati dalle ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente) sul territorio nazionale.

In testa alla classifica dei superamenti si colloca Frosinone, uno degli 8 capoluoghi italiani ad aver già superato il limite massimo consentito di 35 giornate con valori oltre la soglia limite di 50 ug/m3 (microgrammi per metro cubo di aria). Nel capoluogo ciociaro sono stati registrati ben 38 giorni di smog dall’inizio del 2024. Una situazione ancora più preoccupante emerge dalla centralina di Ceccano (FR), dove i superamenti ammontano già a 44, un dato paragonabile solo a quello di Verona, secondo peggiore capoluogo italiano secondo il report nazionale.

Anche altre città non scherzano in termini di inquinamento atmosferico. A Colleferro (RM) sono stati registrati 29 superamenti, mentre a Cassino (FR) si contano 28 giornate sopra la soglia limite. A Roma la centralina di Via Tiburtina ha già registrato 13 superamenti, confermando la necessità di interventi urgenti per migliorare la qualità dell’aria anche nella Capitale.

Leggi anche: FROSINONE E CECCANO: DAL 2008 VIOLANO IL DIRITTO EUROPEO PER LA QUALITÀ DELL’ARIA

“In occasione della giornata mondiale della Terra, registriamo dati che continuano a rappresentare un allarme per la qualità ambientale e della vita nei nostri territori – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. A Frosinone e Ceccano, passando per Cassino e Colleferro, fino ad arrivare nella Capitale, non si può restare in apnea! Bisogna invece concretizzare tutte le politiche di miglioramento della qualità dell’aria possibili: mobilità sostenibile, cura del ferro, elettrificazione, ciclo-pedonalità, sviluppo del trasporto pubblico collettivo, ma anche grandi progetti di cura e rafforzamento del verde urbano e abbattimento degli agenti inquinanti provenienti dal riscaldamento domestico, dalla produzione energetica e dai comparti industriali e agricoli. I limiti imposti dalla normativa, peraltro, secondo le indicazioni che continuano ad arrivare dall’Europa e dalla comunità scientifica internazionale, si andranno a ridurre ulteriormente per il bene della salute collettiva; è fondamentale che il Lazio e le nostre città non arrivino impreparate all’attuazione dei nuovi limiti, per evitare procedure di infrazione che ovviamente peserebbero sulle tasche della collettività, e per migliorare la qualità della vita in tutto il territorio”.

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