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IL DISCORSO DEGLI STUDENTI CHE LA POLITICA NON HA ASCOLTATO

Il Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale aveva appena terminato il suo discorso in occasione dell’inaugurazione del 45esimo anno accademico, quando il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e altre figure politiche presenti in platea, hanno lasciato l’aula in tutta fretta come se l’evento fosse terminato. Ma tra la folla che si dirigeva verso l’uscita c’era Luigi Gaglione, il rappresentate degli studenti e membro del Consiglio Nazionale Studenti Universitari, che cercava di raggiungere il leggio per leggere il suo discorso.

Un discorso che sarebbe durato una decina di minuti e che dava voce alla collettività di studentesse e studenti dell’Università in uno degli eventi più importanti dell’anno, come ha affermato Gaglione all’apertura del suo discorso:

“È per me un onore essere qui oggi e rappresentare tutto il corpo studentesco della nostra Università in un giorno così importante. Come comunità studentesca, non abbiamo molte occasioni di salire su una cattedra ed offrire il nostro punto di vista a tutti gli illustri protagonisti del nostro territorio. In questa occasione, la nostra università, apre lo sguardo al futuro e si concede l’occasione di raccontare, con la propria voce, quello che è stato e quello che sarà per il nostro ateneo”.

Un momento per parlare direttamente a una platea di amministratori e politici che hanno dimostrato, ancora una volta, l’enorme difficoltà che ogni giorno i giovani devono vivere per far sentire la propria voce. Gli stessi giovani che molto spesso vengono etichettati come disinformati e distaccati dalla vita politica quotidiana. Sfiduciati, forse è il termine più appropriato. Una sfiducia dovuta alla scarsa possibilità che qualcosa possa cambiare, e oggi, forse, ne hanno avuto l’ennesima riprova.

L’uscita di scena dei politici in sala, primo tra tutti del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, Gaglione un po’ se lo aspettava, sintomo di quella sfiducia che forse dovremmo iniziare ad attribuire più a chi dovrebbe dare l’esempio che ai giovani.

“Si trattava di un contesto universitario, e non aver ascoltato gli studenti non mi è sembrato per niente giusto. Il discorso che ho letto è stato costruito insieme agli studenti, per poter esprimere quello in cui crediamo, le nostre ambizioni, i nostri sogni. Non vedo un senso nel venire all’inaugurazione dell’anno accademico, sentire il discorso del Rettore, fare il post su Facebook e poi andare via. Questa non è politica, è una passerella“, ha detto Gaglione a Oggi Lazio.

Sono sdegnati le studentesse e gli studenti dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale per il comportamento di coloro che fino a poco prima sentivano “il peso delle mancanze che come Regione Lazio abbiamo nei confronti del mondo universitario“. Eppure, nel momento in cui si presentava la possibilità di ascoltare coloro che tutti i giorni la vivono l’università, chi di dovere è uscito dall’aula, dimostrando invece una certa leggerezza.

“Questa è la dimostrazione che i nostri cari politici che sono eletti nel nostro territorio pensano solo ed esclusivamente alla campagna elettorale e non agli interessi di quella collettività che un giorno dovrebbe essere il futuro“, sferza Gaglione.

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Il discorso degli studenti

Il discorso di “11 minuti, cronometrato”, pronunciato da Gaglione, rappresentava un momento significativo per il corpo studentesco dell’Università, che gli offriva l’opportunità di esprimere opinioni e prospettive sulla situazione attuale e futura dell’ateneo.

Dopo aver celebrato i progressi dell’anno passato sulla diminuzione delle disuguaglianze e la maggiore attenzione verso le problematiche psicologiche dei giovani, Gaglione ha sottolineato come la strada da percorrere verso il progresso sia ancora lunga e di come la presenza e il coinvolgimento della politica sia fondamentale in questa prospettiva.

“La nostra Università è stata ed è il faro della cultura in tutta la nostra Provincia. Un posto dove crescere e formarsi con la possibilità di non abbandonare gli affetti stabili rimanendo ben saldi nella nostra terra natia, senza dover chiedere importanti impegni economici alle famiglie. Questo però è possibile solo attraverso la collaborazione e la coesione tra territorio, ateneo e politica. Realtà che spesso e volentieri viaggiano su binari distanti senza quasi mai incontrarsi accecati dall’egoismo e dall’amichettismo che lascia poco spazio alla crescita ed al futuro delle giovani generazioni“.

Non è stato un discorso leggero quello degli studenti, letto con la voce del proprio rappresentate. Un appello lanciato per la pace e per il cessate il fuoco poiché “al giorno d’oggi, la cultura di massa non ci concede l’opportunità di parlare liberamente del massacro dei popoli che si contendono la striscia di Gaza. Il ritorno violento e scellerato dei conflitti che stanno colpendo da anni il cuore dell’Europa e la violenza incessante che vediamo ogni giorno, stanno strappando il futuro di moltissimi bambini che inseguivano fino a qualche mese fa i loro sogni”.

Ma anche ad altre questioni delicate come la violenza di genere: “I femminicidi sono frutto di una diffusa cultura del possesso e della prevaricazione. Da novembre, che ogni anno ci porta il conto degli atti di violenza subiti dalle donne, sono già decine le vittime. Questo ci impone un’importante riflessione: Dove stiamo sbagliando? La responsabilità di questi atti ed il conseguente silenzio è condivisa. Tutti dobbiamo fare un passo per sensibilizzare verso un cambiamento culturale. Un cambiamento che dev’essere educazione alla libertà, all’emancipazione ed al consenso. E deve partire da qui. Rifinanziando i centri antiviolenza si vedrebbe già un impegno non banale verso un problema che viene raccontato solo quando dobbiamo asciugarci le lacrime“.

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Un discorso che non ha tralasciato le tematiche concrete e direttamente legate alla vita dell’Università, dal diritto allo studio alla questione abitativa. Argomenti cari alle studentesse e agli studenti, che chiedono maggior certezza e un aumento circa l’erogazione delle borse di studio, che permettono una maggiore accessibilità al percorso accademico, e lo snellimento delle procedure burocratiche per quanto riguarda gli studenti stranieri per l’ottenimento del visto di soggiorno.

È  stato fatto presente, inoltre, come siano necessari sforzi concreti per migliorare le infrastrutture e i servizi a disposizione degli studenti, come dimostrato dalla crescita esponenziale del polo di Frosinone, mettendo in evidenza il potenziale dell’intero Ateneo.

“Lasciamo da parte le simpatie politiche e diamo merito ad un ottimo lavoro fatto sul diritto allo studio universitario negli anni passati e prendiamolo come esempio per continuare a crescere. Questo appello lo faccio a nome di tutti gli studenti al presidente Rocca che sicuramente ne far tesoro e si impegnerà a far si che quella macchina possa ripartire. Ma soprattutto, lo faccio agli onorevoli qui presenti che sono stati eletti nel nostro territorio. Aprite gli occhi e lasciate la trincea politica. Non è giusto pregiudicare il nostro futuro per la vostra attenzione limitata alla sola campagna elettorale”

Un appello preciso, che non ha trovato però destinatari, già usciti dall’aula.

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