Torna a destare preoccupazione la situazione del fiume Sacco, dove è stata segnalata la presenza di schiuma lungo il corso d’acqua e morie di pesci nel tratto compreso tra Ceccano e Castro dei Volsci.
La situazione è sotto osservazione già da alcuni giorni, da quando è stato segnalato un episodio analogo più a monte del bacino, nel tratto tra Anagni e Sgurgola, dove era stato riscontrato uno sversamento di liquami che aveva interessato l’area circostante, facendo scattare i controlli ambientali da parte dei Carabinieri Forestali e dell’ARPA Lazio.
La nuova segnalazione nel tratto tra Ceccano e Castro ha riacceso l’allarme tra cittadini e associazioni ambientaliste. In particolare, i volontari dell’associazione Fare Verde della Provincia di Frosinone avevano già denunciato il ritrovamento di pesci morti in un affluente del Sacco, episodio che aveva ulteriormente aggravato le preoccupazioni sullo stato del corso d’acqua.
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Le attività di accertamento proseguono per ricostruire la possibile origine degli episodi e verificare eventuali correlazioni tra le diverse segnalazioni registrate lungo il bacino del fiume. Un lavoro che si concentra sia sulle analisi tecniche sia sul monitoraggio del territorio.
Una vicenda che si inserisce in un quadro più ampio e ormai noto da decenni, quello di un territorio che fatica a lasciarsi alle spalle una condizione di sofferenza ambientale strutturale. Episodi come quelli delle ultime ore finiscono così per riaccendere una ferita mai del tutto rimarginata, in un’area che continua a confrontarsi con le conseguenze di un equilibrio ecologico fragile e con la necessità, sempre più urgente, di un risanamento concreto e duraturo.
In foto la schiuma nel fiume presso la centrale idroelettrica tra Anagni e Sgurgola dell’8 aprile 2026.

