La battaglia per impedire la realizzazione del termovalorizzatore di Santa Palomba è arrivata anche in Europa. Eurodeputati M5S e AVS interpellano la Commissione Europea sull’esistenza di un danno ambientale significativo
Il progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba, ai confini di Roma e fortemente voluta dal sindaco Roberto Gualtieri, da qualche giorno ha un oppositore in più. Lo scorso 30 luglio, infatti, sette eurodeputati del Movimento 5 Stelle e due di Alleanza Verdi e Sinistra hanno interpellato la Commissione europea sull’esistenza di un danno significativo per l’ambiente che potrebbe causare e chiedono di mettere la parola fine al maxi-inceneritore.
“Con una capacità di smaltire ben 600.000 tonnellate annue di rifiuti urbani, secondo alcune stime questo impianto produrrà ben 150.000 tonnellate di ceneri pesanti, un disastro ambientale oltre che finanziario visto l’enorme costo per la sia realizzazione. L’interrogazione è stata cofirmata dagli europarlamentari Ignazio Marino e Benedetta Scuderi”. Così in una nota Dario Tamburrano, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e uno dei promotore dell’interrogazione alla Commissione. Tra gli altri, i pentastellati Danilo Della Valle, Mario Furore, Carolina Morace, Gaetano Pedullà, Valentina Palmisano, Pasquale Tridico e i verdi Ignazio Marino e Benedetta Scuderi.
In virtù dell’iter autorizzativo in avanzamento, gli europarlamentari chiedono all’Esecutivo europeo come intenda procedere per impedire che venga realizzato un nuovo, grande impianto di incenerimento nel caso in cui sia ravvisato il danno significativo nell’esecuzione delle sue attività. Nell’interrogazione presentata il 30 luglio, la Commissione viene interpellata su come intende proporre ulteriori restrizioni normative a livello Ue per eliminare completamente l’incenerimento dalla gerarchia dei rifiuti.
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“In Italia è prossimo all’avvio Il regolamento 2020/852”, aggiungono gli eurodeputati citando l’articolo 17, che “inserisce in modo netto l’incenerimento rifiuti (salvo i pericolosi non riciclabili) fra le attività economiche che causano ‘danno significativo agli obiettivi ambientali’ dell’Ue”. Secondo il regolamento, si legge nel testo dell’interrogazione, “il ‘significativo danno ambientale’ riguarda l’economia circolare”.
Un riferimento riguarda anche il considerando 27 del regolamento, dove si legge che “l’obiettivo ambientale della transizione verso un’economia circolare dovrebbe essere interpretato in conformità del pertinente diritto dell’Unione in materia di economia circolare, e rifiuti”. Anche se l’attuale legislazione Ue, in conformità della quale va interpretata la definizione dell’incenerimento come dannoso, “ammette in qualche misura l’incenerimento, si deduce tuttavia che secondo il regolamento è la realizzazione di ulteriori, grandi capacità aggiuntive di incenerimento a minare gli attuali obiettivi di transizione verso un’economia circolare”, si sottolinea.
“Nell’interrogazione chiediamo alla Commissione di fare chiarezza una volta per tutte e di difendere i principi dell’economia circolare con i fatti proponendo, per esempio, ulteriori restrizioni normative per eliminare completamente l’incenerimento dalla gerarchia rifiuti”, conclude Tamburrano.
