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INQUINAMENTO A CECCANO, PER DEL BROCCO I RISCALDAMENTI DOMESTICI SONO IL VERO PROBLEMA

La piaga dell’inquinamento atmosferico continua a tenere sotto scacco la città di Ceccano, dove il tema è tornato ad essere argomento centrale di dibattito politico. L’Assessore all’Ambiente del Comune, Riccardo Del Brocco, ha sollevato di nuovo la questione ai microfoni di Rai 3.

Del Brocco ha ribadito la sua posizione nei confronti del Green Deal europeo, ritenendo necessario smantellare ciò che considera una “follia”. Tuttavia, al di là delle dispute politiche, l’attenzione si concentra sulle emissioni prodotte dai riscaldamenti domestici privati, individuati come il vero tallone d’Achille in tema di inquinamento atmosferico.

Per l’assessore, il lavoro svolto dall’amministrazione comunale ha già prodotto risultati significativi, con una riduzione del 30% degli sforamenti da polveri sottili in città rispetto agli ultimi dieci anni. Questo è stato possibile mediante interventi sull’efficienza energetica degli edifici pubblici, quali la sostituzione delle vecchie caldaie con modelli a condensazione e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Tuttavia, anche l’Assessore è consapevole che questo è solo un primo piccolo passo, considerando che gli edifici comunali rappresentano solo una parte del problema.

Leggi anche: CECCANO HA GIÀ VIOLATO LA MEDIA ANNUA DI SUPERAMENTI DA PM10

Un’altra criticità evidenziata da Del Brocco riguarda il posizionamento della centralina di monitoraggio della qualità dell’aria dell’ARPA, situata vicino alla ferrovia e a un semaforo dove i veicoli tendono a sostare con il motore acceso. Del Brocco insiste ormai da tempo sul fatto che questa posizione influisca negativamente sui dati rilevati, distorcendo la percezione reale della qualità dell’aria in quel punto preciso della città. Questo problema sembra essere unico nella provincia di Frosinone e forse anche in Italia, secondo quanto affermato dall’Assessore. Ma per l’ARPA  “I valori sono corretti e rappresentativi”.

Nel corso degli ultimi 80 giorni, Ceccano ha registrato un preoccupante totale di 40 superamenti dei limiti di PM10, ovvero una media di uno ogni due giorni, ben al di sopra del limite annuale di 35 fissato dalle normative.

Questo triste primato ha destato preoccupazione tra le associazioni ambientaliste, che hanno sollevato la questione scrivendo direttamente alla Commissione europea. Tuttavia, la situazione non è un caso isolato e riflette una condizione che affligge da tempo l’intera provincia di Frosinone, influenzata non solo dalle attività locali ma anche dall’orografia e dalla conformazione della Valle del Sacco.

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