Ieri a Frosinone si è svolto un incontro per fare il punto sul futuro dell’agricoltura nella provincia organizzato dal sindaco di Fumone, Matteo Campoli. Annunciata una nuova mobilitazione che si unisce a quella nazionale che ha già preso piede in questi giorni in diverse città come Milano, Pescara e Foggia
L’incontro ha visto la partecipazione di agricoltori, allevatori, imprenditori agricoli, rappresentanti delle associazioni di categoria e anche amministratori locali tra cui il sindaco di Broccostella Domenico Urbano, il vicesindaco di Alatri Roberto Addesse e la consigliera comunale di Paliano Eleonora Campoli. Un’occasione importante per fare il punto sulla situazione dell’agricoltura, settore fondamentale per l’economia italiana e per la protezione di territori fragili come quello della Ciociaria.
Matteo Campoli ha aperto l’incontro chiarendo subito un aspetto essenziale: l’agricoltura è un tema che trascende le differenze politiche. Nella sua lettera di invito, il sindaco ha sottolineato che l’agricoltura rappresenta un pilastro fondamentale non solo per la tutela dell’ambiente, ma anche per l’economia: in Italia infatti il settore agricolo contribuisce al 2,2% del PIL. La Ciociaria, in particolare, ha visto negli ultimi tempi un crescente interesse verso l’agricoltura, specialmente in un periodo segnato da una profonda e complessa crisi industriale che sta caratterizzando il territorio provinciale.
Riparte la “protesta dei trattori” anche a Frosinone
Tuttavia, questo settore, pur in espansione, continua a essere sottofinanziato e a fare i conti con problematiche strutturali che lo rendono vulnerabile. L’incontro ha avuto anche il merito di fare chiarezza sulle motivazioni che hanno spinto gli agricoltori italiani, compresi quelli della provincia di Frosinone, a riprendere la mobilitazione che ha fatto molto discutere l’anno passato e che già in questi giorni è ripartita in alcune città come Milano, Brescia, Pescara e Foggia.
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La “protesta dei trattori” arriverà anche a Frosinone il prossimo 3 febbraio: i trattori partiranno alle 10 del mattino dal “Progress” su via Casilina Nord e sfileranno in colonna fino al presidio statico in via Tommaso Albinoni, nel parcheggio dell’ex bar Caterina. Giuseppe Fiorini, presidente dell’Associazione “Agricoltura è vita”, ha sottolineato che il presidio rimarrà aperto 24 ore su 24: “le soluzioni ci sono e non vanno necessariamente contro l’industria. Servono idee per fare una lotta, e la lotta porta sempre al cambiamento”.
Ma cosa chiedono gli agricoltori?
Le richieste degli agricoltori rimangono simili a quelle avanzate lo scorso anno e riguardano temi cruciali per il settore. A livello nazionale, la principale richiesta è una moratoria sui debiti che gravano sulle aziende agricole, un giusto riconoscimento dei prezzi dei prodotti agricoli e l’abbattimento dei costi di produzione, che includono carburanti ed energia. Inoltre, si chiede un fermo contrasto alla concorrenza sleale, come nel caso dei falsi prodotti Made in Italy, e misure straordinarie per affrontare le emergenze ambientali, come la siccità, la fauna selvatica e la diffusione di parassiti e malattie.
Richieste che trovano le proprie declinazioni anche a livello locale. Per quanto riguarda la Provincia di Frosinone, gli agricoltori chiedono una revisione dei criteri del credito PSR (Piano di Sviluppo Rurale) che, sebbene fosse inizialmente considerato un supporto fondamentale, sta creando difficoltà a molti imprenditori agricoli. Inoltre, si sollecitano soluzioni ecologiche per il SIN Valle del Sacco, come l’utilizzo di piante purificatrici per il risanamento di aria, acqua e terreni, al fine di contrastare l’inquinamento che affligge questa area.
Un altro tema caldo riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici e biodigestori su terreni agricoli. Gli agricoltori chiedono che si evitino queste installazioni che sottraggono spazio all’agricoltura: “si potrebbero trovare tante altre soluzioni per l’energia rinnovabile – ha spiegato il sindaco Campoli – che non vadano ad impattare terreni sui quali poi avremo anche l’onere più grande dello smaltimento di questi impianti”. Preoccupazioni sono emerse anche in relazione all’aumento dei costi per l’approvvigionamento idrico da parte dei Consorzi di Bonifica come sta accadendo nella Valle del Liri dove c’è stato un incremento del 50%. In ultimo, la questione della fauna selvatica, che distrugge colture intere e che rappresenta un altro grave problema per gli agricoltori locali, soprattutto in considerazione dei limiti della caccia e della lentezza per il rilascio delle autorizzazioni per il controllo delle specie.
L’incontro di ieri ha evidenziato la ferma determinazione degli agricoltori nel proteggere un settore che, nonostante le difficoltà, costituisce una risorsa fondamentale per il territorio e l’economia locale. La mobilitazione in corso e il presidio del 3 febbraio è solo uno degli appuntamenti di una serie di incontri che, insieme al sindaco Campoli, si intende estendere a tutti i comuni della provincia con forte vocazione agricola e non solo, poiché “l’agricoltura è un bene di tutti e, di conseguenza, una questione che riguarda l’intero territorio”.
