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LA VALLE DEL SACCO NEL LIBRO “MAMME RIBELLI”

All’interno del libro di Linda Maggiori “Mamme Ribelli” si scopre chi sono i comitati e gruppi ambientalisti della rete MAMME DA NORD A SUD, che difendono i loro territori dall’inquinamento. Tra questi, anche la Valle del Sacco. A renderlo noto è il Comitato Residenti di Colleferro, in un comunicato stampa.

Anche la Valle del Sacco in MAMME RIBELLI. Le mille battaglie da nord a sud contro l’inquinamento e per la salute di tutti, di Linda Maggiori

Dal nord al sud dell’Italia, una fitta rete di attiviste lavora da anni per contrastare le devastazioni ambientali e l’inquinamento dei territori, cercando di creare sinergie tra cittadini, comitati e movimenti. La loro voce è forte e la determinazione ancora di più.

Linda Maggiori ha raccolto le loro testimonianze nel libro Mamme ribelli. Le mille battaglie da nord a sud contro l’inquinamento e per la salute di tutti (Terra Nuova edizioni, novembre 2023, pag. 292), un libro unico, che dà voce alle donne, ma non solo, che da anni fanno parte della Rete delle Mamme Da Nord A Sud e racconta le loro lotte contro l’inquinamento dei territori e il saccheggio ambientale, per la salute dei loro figli e dei figli di tutti.

Si legge dell’impegno, delle esperienze, della tenacia e della determinazione delle “Mamme No Pfas” del vicentino, delle “Mamme Volanti” di Brescia, delle donne di Taranto, delle madri che si battono contro le basi militari in Sardegna, delle “Mamme Antismog” nella Pianura Padana, delle mamme di Venafro, di quelle No Tap e di tante altre.

Il capitolo 19° è dedicato alla valle del Sacco, con “Le donne di Colleferro contro le fabbriche di veleni e di armi”, cui ha dato un contributo Ina Camilli, attivista locale: “L’inquinamento della valle, dell’aria, del suolo e delle acque, una sorta di sito di discarica, ha distrutto l’economia primaria del territorio. Il disastro ambientale del 2005 ha portato alla chiusura definitiva di aziende agricole e zootecniche. Dall’inizio del 900 fino ad oggi l’industria con il ricatto occupazionale ha condizionato la vita di chi è rimasto, che ha sopportato e subìto lutti.

Sulla questione ambientale e sanitaria si è concentrato l’impegno degli attivisti verso la popolazione e nei confronti delle Istituzioni che, negli anni, al di là dei colori politici, hanno scelto la politica del rinvio rispetto alle problematiche emergenziali o meno.

Sui danni alla salute e all’ambiente è stata intercettata anche la Magistratura. Dopo sentenze, processi, rinvii, prescrizioni ed assoluzioni la politica non ha bonificato la valle e il fiume Sacco continua a ricevere sversamenti illegali. E’ dagli anni ’50, con la nascita della Cassa per il Mezzogiorno, che lo Stato ha cominciato a finanziare le opere di bonifica. Un mare di soldi pubblici per interventi contrastanti con l’industrializzazione che è solo rallentata.

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Non ci fermeremo finché non ci sarà la bonifica, la riconversione della produzione di armamenti a Colleferro, risanamento che vedrà forse chi verrà dopo di noi. La battaglia ecologista che si oppone allo sfruttamento ambientale per la difesa del suolo, contro il cemento, l’edilizia selvaggia ed il fotovoltaico a terra, nuove forme di speculazione sempre più spregiudicate, è diventata quasi impossibile da portare avanti. La qualità dell’aria in tutta la valle del Sacco ha raggiunto valori negativi insopportabili, con un traffico pesante sempre in aumento, in assenza di misure di contenimento da parte delle Istituzioni.”

Sono tutte mamme ribelli che lottano indomite per la vita e per la terra, contro la devastazione dell’ambiente e l’omertà istituzionale, forti di una profonda solidarietà intergenerazionale. E quando le madri si muovono si muovono anche le montagne.

L’autrice ha conosciuto e ascoltato la voce dei “nodi” della rete, ha spesso manifestato al loro fianco e li ha raccontati nel suo lavoro di giornalista.

«Il filo rosso di questi movimenti è la solidarietà intergenerazionale, che lega queste donne di ogni età, che lottano contro i giganti industriali e le ecomafie, contro il solito ricatto occupazionale (o lavoro o salute), scontrandosi con il muro di gomma che spesso viene eretto dalla politica» spiega l’autrice. «Ho intervistato le mamme No Pfas del vicentino, dove le falde acquifere sono state irrimediabilmente inquinate e i giovani hanno valori enormi di Pfas nel sangue. E anche le mamme di Taranto, dove l’acciaieria soffoca di polveri rosse i bambini – prosegue Maggiori – Ho raccolto la testimonianza di Nicoletta Dosio, storica attivista no Tav. Ho raccontato la resistenza delle donne salentine contro il mega gasdotto Tap, e delle donne che vivono vicino ai petrolchimici di Siracusa, Marghera, Ravenna, Falconara. Le donne della Val d’Agri in Basilicata, inquinata dall’estrazione di petrolio. Le mamme contro lo smog a Milano e Torino, le donne di Venafro contro i cementifici e gli inceneritori, le coraggiose donne della Terra dei Fuochi, e le mamme “volanti” di Brescia, in una terra crivellata da cave e discariche; le donne sarde contro le basi militari e tante altre. Insomma storie di coraggio, speranza e resistenza femminile nelle città più martoriate d’Italia».

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