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OGGI MANIFESTAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DELLA RENO DE MEDICI

Questa mattina, le strade di Cassino sono diventate il teatro di una protesta sentita, dove sindacati, operai, politici e istituzioni si sono uniti per dire “no” alla possibile chiusura della storica cartiera Reno De Medici e per difendere il diritto al lavoro.

La mobilitazione, che ha visto la partecipazione attiva di lavoratori, sigle sindacali e rappresentanti delle istituzioni locali, ha raggiunto il suo culmine con l’arrivo di tutti i manifestanti presso la sede del Comune di Cassino. I manifestanti sono entrati nella sala Restagno, decidendo di fare il punto della situazione della Reno de Medici ribadendo con forza il loro rifiuto categorico alla chiusura della cartiera.

Una dimostrazione chiara che si fa sempre più necessaria, considerando che tra dipendenti diretti e indotto sono a rischio ben 300 posti di lavoro.

Al momento, non emergono segnali positivi da parte delle istituzioni, a cominciare dalla Regione Lazio, anche per quanto riguarda la richiesta di intervento urgente per l’autorizzazione ambientale necessaria al riciclo dei fanghi primari di scarto all’interno della fabbrica. Un aspetto cruciale su cui azienda e sindacato pongono l’attenzione, sottolineando l’assenza di soluzioni e di un chiaro indirizzo dalle istituzioni. A complicare ulteriormente la situazione, la magistratura di Cassino ha imposto uno smaltimento esterno dei fanghi primari, indicando un temporaneo compromesso che, tuttavia, non risolve il nodo centrale della crisi.

Un rappresentante dei lavoratori della Reno De Medici, prendendo la parola nella sala Restagno ha enfatizzato l’urgente necessità di accelerare i tempi per evitare la dispersione delle competenze professionali presenti all’interno dell’azienda.

La presenza politica è stata numerosa, con i rappresentanti delle diverse fazioni politiche che hanno condiviso un unico obiettivo: scongiurare la chiusura della cartiera. La politica, in questo momento critico, ha il compito di agire in modo compatto e rapido, accelerando le decisioni che possono influenzare il destino di centinaia di famiglie dipendenti dall’attività della Reno De Medici.

La determinazione dei manifestanti è chiara: se non si troverà una soluzione concreta a livello locale, la protesta si sposterà a Roma. Le strade della capitale diventeranno il palcoscenico di una mobilitazione che cercherà di attirare l’attenzione delle istituzioni nazionali sulla drammatica situazione della cartiera e dei suoi dipendenti.

Il caso della chiusura imminente della Cartiera Reno dei Medici a Villa Santa Lucia ha catturato l’attenzione anche degli esponenti politici locali. Due interrogazioni sono state presentate, una dal consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, e l’altra dalla consigliera regionale del Partito Democratico, Sara Battisti.

Presente alla manifestazione anche Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale e Presidente del Gruppo di Forza Italia in Provincia, che qualche giorno fa ha incontrato i vertici regionali di Forza Italia in merito all’argomento. Quadrini ha dichiarato e confermato il massimo impegno per cercare, insieme alla Regione Lazio che si sta già muovendo interpellando il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, misure concrete per la sostenibilità dello stabilimento e la tutela dei circa 300 posti di lavoro.

La chiusura della cartiera Reno De Medici rappresenterebbe non solo la perdita di posti di lavoro, ma anche la scomparsa di una parte importante della storia economica e sociale della città. La sfida ora è trovare soluzioni concrete che possano salvaguardare il futuro di questa realtà industriale e delle persone che dipendono da essa. In un contesto in cui la crisi economica si fa sentire in maniera sempre più incisiva, la mobilitazione diventa una voce unica, al di là delle appartenenze politiche, per difendere il diritto al lavoro e la sostenibilità delle comunità locali.

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