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OSPEDALE DI ALATRI: MANCANO RISORSE E BENI ESSENZIALI COME FARMACI E GUANTI

La carenza di risorse e la mancanza di beni essenziali stanno portando al collasso il sistema sanitario pubblico, penalizzando soprattutto i cittadini più vulnerabili.

In un contesto di crescente preoccupazione per la sanità locale e nonostante la recente notizia degli oltre 14milioni di euro stanziati dalla giunta Rocca per i Pronto Soccorso di Frosinone, Alatri, Sora e Cassino, continua a destare particolarmente allarme la situazione critica del San Benedetto di Alatri, su cui si sono espressi il comitato che da anni si batte per la salvaguardia del nosocomio e il sindaco di Fumone, Matteo Campoli.

In una nota congiunta, il sindaco e il comitato hanno evidenziato gravi carenze all’interno dell’ospedale di Alatri e negli altri della provincia. La mancanza di beni di prima necessità, come guanti, aghi, farmaci e lacci emostatici, rappresenta solo la punta dell’iceberg. La situazione dei posti letto di medicina è altamente critica, con soli 16 posti a Frosinone e forse 18 ad Alatri, in netto contrasto con i più di 100 posti previsti sull’atto aziendale.

Il trasferimento sempre più frequente dei pazienti verso le cliniche convenzionate di Sora e Cassino sta mettendo a dura prova le famiglie dei ricoverati, costrette a spostamenti difficoltosi. Inoltre, si registra una consistente riduzione del personale a disposizione delle strutture, con una media di un medico ogni 40/60 pazienti.

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Nella nota congiunta, Campoli e il comitato pongono interrogativi fondamentali sulle scelte della nuova sanità regionale del Presidente Rocca. Ci si chiede se si tratti di mancanza di fondi o se siano in atto disorganizzazioni interne su cui nessuno interviene. L’urgenza di intervenire è sottolineata dalla mancanza di disinfettanti, cateteri di una sola misura e placche per ECG nei Pronto Soccorso.

Il sindaco e il comitato concludono l’appello con un chiaro richiamo all’azione. La richiesta di risposte concrete e interventi tempestivi sulla sanità locale diventa, pertanto, imperativa.

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