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OSPEDALE DI TIVOLI: I CITTADINI CHIEDONO POTENZIAMENTO SERVIZI SANITARI

A soli 40 giorni dall’incendio che ha colpito l’Ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, la comunità cittadina si è unita in un’assemblea pubblica di 48 Piazze per chiedere il rapido ripristino delle strutture sanitarie e il potenziamento delle risorse mediche a disposizione. Un evento che ha visto la partecipazione attiva di molti cittadini, desiderosi di vedersi garantire un’assistenza sanitaria adeguata.

L’incendio dello scorso 8 dicembre ha causato la chiusura improvvisa dell’ospedale, privando la comunità di oltre 200 posti letto, un pronto soccorso essenziale e numerosi reparti vitali. La situazione ha portato al trasferimento di medici e al caos nei servizi sanitari territoriali, già sovraffollati a seguito dei tagli degli anni precedenti.

Il cuore della questione portata avanti dall’organizzazione Tivoli5Stelle e 48 Piazze, risiede proprio nelle politiche di taglio degli ospedali, con la chiusura di ben 16 strutture nel Lazio e la riduzione di 3.600 posti letto. Queste decisioni appaiono ancor più controverse alla luce del fatto che 4 miliardi di fondi regionali vanno ai privati ogni anno, rappresentando il 30% della spesa sanitaria complessiva. Un bilancio che evidenzia le contraddizioni e le scelte discutibili che hanno minato la solidità del sistema sanitario pubblico.

L’assemblea pubblica, tenutasi alle Scuderie Estensi di Tivoli alle 10.30, ha visto la partecipazione di figure chiave, tra cui la candidata sindaca Francesca Chimenti, i consiglieri regionali Claudio Marotta, Valerio Novelli, Alessandra Zeppieri e Adriano Zuccalà, oltre a esperti del settore, associazioni e sindaci locali.

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Oltre alla raccolta di migliaia di firme nella città di Tivoli e nei comuni vicini, sostenendo la petizione popolare promossa da Cittadinanzattiva, è stato sottolineato che la lotta va oltre la semplice riapertura immediata dell’ospedale. È una battaglia per un sistema sanitario pubblico e universale, centrato sulla persona e in grado di garantire a tutti i cittadini il diritto alle cure, come sancito dalla Costituzione.

“Un’assemblea pubblica affollata e ricca di numerosi e preziosi contributi. La voce unanime è stata l’assoluta necessità di una sanità pubblica e di riaprire, rafforzare e mantenere nel tempo il ruolo dell’ospedale di Tivoli per tutto il territorio della Valle dell’Aniene e dei comuni limitrofi, un territorio che copre un bacino di 300.000 persone. Un presidio imprescindibile di democrazia”, ha dichiarato la candidata sindaca Francesca Chimenti.

“l futuro dell’ospedale di Tivoli dopo l’incendio di oltre un mese fa connesso con quello del nuovo ospedale tiburtino che andrà ad implementare l’offerta sanitaria dell’attuale nosocomio, ma anche purtroppo la politica della Giunta Rocca che punta sempre più ad incentivare la sanità privata a discapito di quella pubblica”, ha dichiarato il consigliere regionale Valerio Novelli.

“Occasioni come queste sono fondamentali affinché non diminuisca mai l’attenzione sui problemi e si possa trovare una sintesi comune per agire velocemente e nell’interesse della comunità”, ha scritto la consigliera Alessandra Zeppieri.

La richiesta unanime emersa dall’assemblea è chiara: è necessario agire con urgenza per ripristinare l’ospedale di Tivoli e implementare politiche che assicurino un sistema sanitario solidale e accessibile a tutti, riaffermando così i principi fondamentali di equità e diritto alla salute.

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