Sono ufficialmente iniziati a Paliano i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza della Casa di Santa Maria Goretti, il luogo di Colle Gianturco dove la giovane santa visse con la sua famiglia prima del trasferimento nelle Ferriere di Nettuno. Un intervento atteso da anni che consentirà di recuperare uno dei siti più significativi della memoria religiosa e storica della Ciociaria.
Ad annunciarlo è stato il sindaco di Paliano, che ha evidenziato come l’opera sia stata resa possibile grazie a un finanziamento di 190 mila euro della Regione Lazio, ottenuto attraverso un emendamento presentato dalla consigliera regionale Emanuela Droghei. L’obiettivo è restituire alla comunità e ai numerosi pellegrini un luogo simbolo della vita di Santa Maria Goretti, oggi interessato da importanti lavori di consolidamento e riqualificazione.
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Un luogo simbolo della vita di Santa Maria Goretti
La casa rurale di Colle Gianturco custodisce una pagina fondamentale della storia della santa. Dopo essere nata a Corinaldo, nelle Marche, il 16 ottobre 1890, Maria Goretti si trasferì con la famiglia a Paliano, dove visse per circa due anni e mezzo lavorando nei campi insieme ai genitori. Fu proprio in questo periodo che la famiglia conobbe i Serenelli, con i quali successivamente si trasferì nelle Ferriere di Conca, l’attuale Borgo Le Ferriere, dove il 5 luglio 1902 la dodicenne venne ferita mortalmente durante un tentativo di violenza, morendo il giorno successivo dopo aver perdonato il suo aggressore. Fu canonizzata da Papa Pio XII nel 1950 ed è oggi una delle sante più amate della Chiesa cattolica.
La permanenza della famiglia Goretti a Paliano rappresenta dunque una tappa fondamentale del percorso umano e spirituale della giovane martire, tanto da rendere la casa di Colle Gianturco un luogo di particolare interesse religioso e devozionale.
L’intervento finanziato dalla Regione Lazio punta non soltanto alla messa in sicurezza dell’immobile, ma anche alla sua valorizzazione culturale e religiosa. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è restituire il sito ai fedeli e ai visitatori, inserendolo in un percorso di turismo religioso capace di attrarre pellegrini e studiosi provenienti da tutta Italia.
