L’infiorata è una delle bellezze di Patrica che non ti limiti a guardare: ci metti i piedi sopra, senti l’odore dei petali schiacciati, e ti rendi conto che stai camminando su mesi di lavoro, chiacchiere, mani sporche di colore e risate.
Quest’anno l’appuntamento è per il 6 giugno e si inizia a realizzare dalle ore 20, con un invito aperto a tutti per partecipare e mettere le mani in pasta. Ha un sapore diverso perché una tradizione che si ripete da tanti anni rischia di diventare una fotografia ingiallita, un “si è sempre fatto così” detto sottovoce. Invece a Patrica sta succedendo l’opposto: la tradizione sta respirando di nuovo, e lo fa con i polmoni dei bambini.
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Il merito è anche del nuovo gruppo “I bambini dell’Oratorio”. Da mesi non aspettano il 6 giugno per iniziare. Loro la piazza la decorano ogni volta che c’è una festività: un fiore qui, un nastro lì, sempre con quella concentrazione seria che hanno solo i bambini quando gli affidi una cosa importante e gli dici che conta davvero. È lì il punto. Non è un lavoretto per tenerli occupati. È consegnare loro il paese, un petalo alla volta, e dirgli: “Questo è anche vostro. Tenetelo bello”.
L’Infiorata rappresenta il culmine di un impegno corale che unisce l’intera comunità: un lavoro meticoloso che vede coinvolti per un intero anno cittadini, donne e volontari nella preparazione dei bozzetti, nella colorazione del sale e nella complessa macchina organizzativa. Si tratta di un progetto collettivo in cui l’intera comunità si mette a disposizione con l’obiettivo di realizzare un suggestivo tappeto di colori in occasione del Corpus Domini. Un evento non solo pagano, ma anche religioso finalizzato ad onorare il passaggio del Corpo di Cristo, non solo per abbellire le strade e fare festa.
Quello che rende speciale l’Infiorata non è il disegno perfetto. È che per un giorno la piazza non è di passaggio. È di chi ci ha messo le mani. E quando vedi un bambino di 8 anni che ti spiega perché ha scelto quel colore per il bordo del fiore, capisci che non stai guardando una festa. Stai guardando un paese che decide di non lasciarsi andare.
Il 6 giugno Patrica non sarà solo più bella. Sarà più sua. Perché la bellezza che resta è quella che passi di mano in mano, e quest’anno la stanno passando proprio ai più piccoli. Venite a vederla e, se vi va, fermatevi a realizzarla con noi. Ma soprattutto, guardate chi la fa. Lì c’è il senso vero della tradizione: non ripetere il passato, ma farlo ricominciare.
Noi dell’oratorio
Noi, i bambini dell’Oratorio,
abbiamo sporcato le mani di colore
per dirlo senza voce:
ti vogliamo bene, Patrica.
Ogni petalo è una notte
sveglia a ridere e a scegliere
il rosso più vivo,
il giallo più vero.
La notte del 6 giugno
la piazza sarà il nostro battito.
Se passi sopra, fai piano:
stai camminando
su tutto l’amore
che abbiamo saputo mettere a terra.

