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PRESENTATE AL GOVERNO 12MILA FIRME CONTRO IL TERMOVALORIZZATORE DI SANTA PALOMBA. I COMITATI: ‘SOSPENDETE LA GARA’

Le istanze dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore di Santa Palomba sono giunte questa mattina alla Camera dei Deputati, forte di un sostegno popolare rappresentato da dodicimila firme. Accolte e sostenute anche dalla delegazione dei deputati M5S Adriano Zuccalà, Francesco Silvestri, Ilaria Fontana, Alfonso Colucci e Alessandra Zeppieri, le petizioni portano con sé una richiesta chiara: l’abrogazione della norma che attribuisce poteri commissariali al Sindaco di Roma in materia di rifiuti e la sospensione della gara.

La giornata di protesta, organizzata dall’Unione dei Comitati contro il termovalorizzatore di Santa Palomba, si è aperta con un presidio al Pantheon, dove cartelli e striscioni che riportavano le scritte “sospendete la gara” e “la nostra salute non va in gara”, hanno sfilato fino a Montecitorio. Qui, una delegazione ha incontrato diversi deputati, provenienti da varie forze politiche, per sottoporre le petizioni e completare le procedure di registrazione presso la Camera dei Deputati e per “incardinare” la petizione all’interno dei lavori di Palazzo Madama.

La richiesta di abrogazione della norma commissariale da parte dei comitati sarebbe giustificata dal fatto che la costruzione dell’inceneritore non avrebbe alcun legame con il Giubileo, motivo per cui tali poteri erano stati concessi dal Governo Draghi tramite il decreto legge n. 50/2022. Inoltre, la petizione mira alla sospensione della gara in corso per la realizzazione dell’impianto, invocando il principio di precauzione sancito dai trattati europei e in seguito all’indagine della Procura di Roma sull’acquisto del terreno da parte di Ama.

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L’Unione dei Comitati sottolinea inoltre che: “lo stesso Gualtieri, che agisce quale Commissario straordinario di governo, pur dotato dei poteri pressoché assoluti attribuitigli, a legislazione vigente, è tenuto a rispettare gli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea e quindi il rispetto del principio di precauzione. E ancora la richiesta di moratoria all’incenerimento dei rifiuti, che si colloca in aperto contrasto con gli obiettivi ambientali europei della neutralità climatica al 2050 e della transizione verso l’economia circolare”.

La giornata di consegna delle petizioni agli organi istituzionali si è conclusa con una visita al Senato della Repubblica, dove una delegazione ha incontrato alcuni senatori per completare le procedure necessarie a inserire la petizione all’interno dei lavori parlamentari. Resta in sospeso la consegna diretta a Palazzo Chigi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la quale sono previsti ulteriori tentativi anche nella giornata di domani.

“Siamo entrati nei palazzi romani portando le nostre 12mila firme per la cancellazione di una legge eversiva – ha scritto sui social il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba-. Siamo entrati per chiedere la sospensione della gara. Siamo entrati consapevoli della forza delle nostre ragioni scandite nelle undici pagine della petizione. Una giornata intensa e faticosa prima calda poi fitta di pioggia. Ora la petizione è “incardinata” nelle due Camere e sarà, trattata nelle Commissioni del Parlamento. Salute e Ambiente non sono negoziabili. Sapremo far vincere la giustizia: non permetteremo che siano loro a prevalere. E quando li avremo battuti saremo già nella Terra di Saturno dove l’ utopia diviene orizzonte. A domani!

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Adriano Zuccalà, consigliere regionale per il Movimento 5 Stelle: “L’inceneritore di Santa Palomba è un eco-mostro con enormi impatti ambientali. Noi continueremo ad opporci a un progetto fallimentare e obsoleto che favorisce gli speculatori. Porteremo avanti iniziative parlamentari capaci di coniugare la salute e la sostenibilità ambientale, sollecitando il governo a prendere finalmente una posizione in maniera coerente. Non permetteremo che venga messa a rischio la salute dei cittadini”.

“Dodicimila firme sono state consegnate stamattina dall’Unione dei Comitati in Camera e in Senato contro l’inceneritore dei Castelli Romani”, ha scritto sui social Alessandra Zeppieri, consigliera M5S in Regione Lazio. “È paradossale doverlo dire ogni volta ma le alternative ci sono e vanno tutte nella direzione del recupero di materia che chiede l’Europa, l’Italia e la Regione Lazio. Gualtieri, in capo a un commissariamento giubilare che nulla c’entra con i rifiuti soprattutto per le tempistiche di realizzazione, vuole calpestare ogni tipo di norma e legge. Tutto ciò non è più accettabile e spero che il Parlamento e il Governo sappiano mettere un argine ai suoi progetti catastrofici per i territori”.

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