POLITICA

RENDICONTO FINANZIARIO 2023 TREVI NEL LAZIO. UNIONE E CAMBIAMENTO: “COMUNE EVITA DISSESTO SOLO GRAZIE AI SOLDI DI ACEA”

Durante l’ultimo consiglio comunale del 13 maggio scorso, si è discusso il punto all’ordine del giorno che riguardava il “rendiconto di gestione finanziaria 2023”. Il gruppo consiliare di minoranza “Unione e Cambiamento” di Trevi nel Lazio ha votato contro l’approvazione del rendiconto. Ecco perché

La dichiarazione di voto dei consiglieri di Unione e Cambiamento

Come si legge in un post su Facebook del gruppo consiliare, è stato allegato il documento relativo alla dichiarazione di voto contrario all’approvazione del Rendiconto della Gestione Finanziaria 2023 del Comune di Trevi a firma dei consiglieri Vincenzo Cecconi, Pietro Bianchini e di tutti i rappresentanti in seno al Consiglio comunale del gruppo “Unione e Cambiamento”.

Nel documento, i consiglieri esprimono le motivazioni del proprio voto, dovuto dal fatto che “dalla lettura dei numeri e degli atti messi a disposizione emerge chiaramente una rappresentazione della incapacità amministrativa di questa maggioranza la cui azione comprometterà inesorabilmente le future amministrazioni con il reale rischio di dissesto finanziario”.

Per i consiglieri, infatti, se non fosse stato per l’entrata straordinaria di 1.152.000 di euro da parte di Acea Ato 2, “utilizzata per cassa e non vincolata, come previsto nella delibera di Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale n.60/2011 della Corte dei Conti, al pagamento dei mutui fino al 2039 per le opere relative al servizio idrico integrato del comune di Trevi nel Lazio”, non si sarebbe raggiunto l’obiettivo di rientro previsto per l’anno 2023, anzi, il conto consuntivo avrebbe registrato un ulteriore disavanzo, aggravando il deficit invece che risanarlo.

Per quanto riguarda i residui attivi, ovvero i crediti che l’ente ha verso terzi, i consiglieri sostengono che questi siano stati sovrastimati e ammontano a 6.307.768,00 euro. In particolare, si sottolinea l’insussistenza delle ragioni giuridiche per il loro mantenimento, soprattutto per i residui molto vecchi (ultra triennali e ultra quinquennali) e per quelli oggetto di contenzioso giudiziale, che sarebbero quindi inesigibili.

Quanto dichiarato dai consiglieri sarebbe riscontrabile dalla risultanza dei residui attivi cancellati nel 2023, pari a 922.663,00 euro, e alla consistenza del Fondo Crediti Dubbi Esigibilità (FCDE) per 2.805.750,48 euro. Il FCDE è un fondo che si costituisce per coprire il rischio di mancato incasso dei crediti.

Inoltre, nel documento si afferma che “non emergono le motivazioni e la necessaria valutazione circa la certezza degli incassi dei residui esclusi dal FCDE e il rischio connesso alla mancata riscossione di tali entrate. Queste entrate, messe a copertura di impegni di spesa, potrebbero mettere a rischio gli equilibri di bilancio del comune”. I consiglieri di “Unione e Cambiamento” criticano quindi la gestione delle poste contabili relative ai residui attivi, affermando che falserebbero il risultato di amministrazione “così come portato all’approvazione”. Per tutti questi motivi, hanno espresso voto contrario.

Leggi anche: TREVI NEL LAZIO, I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA DELLA SCUOLA SONO FERMI DA UN MESE. LE CRITICHE DI UNIONE E CAMBIAMENTO

Il post di Unione e Cambiamento

“Seduta, quella del 13 maggio 2024, con un solo punto all’Ordine del Giorno: RENDICONTO GESTIONE FINANZIARIA ANNO 2023. Argomento delicato, anzi delicatissimo, quello dell’ultimo consiglio comunale, essendo, il nostro, un comune in predissesto che sta evitando il dissesto solo grazie ai soldi di ACEA che ha appena versato, nelle casse del Comune di Trevi, la somma di € 1.150.000 e, a breve, ne verserà altri € 200.000. E c’è ancora chi si domanda chi e perché qualcuno ha ceduto ad ACEA ATO2 il nostro servizio idrico integrato.

Nonostante i soldi targati ACEA, dopo nove anni di amministrazione Grazioli e dopo 4 anni dalla dichiarazione di predissesto, continuiamo a navigare in acque pericolose, molto pericolose. I motivi di questo disastro sono tanti ma, per ogni chiarimento, senza dilungarci troppo, vi invitiamo a leggere il documento allegato, il quale contiene, integralmente, la nostra dichiarazione di voto, che è la sintesi di quanto andiamo sostenendo, da tempo, in merito alla situazione finanziaria del Comune di Trevi.

Con il presente post, invece, vogliamo attirare l’attenzione dei nostri lettori circa alcune dichiarazioni che, nel corso della seduta di consiglio, sono state udite provenire dai banchi della maggioranza. Ve le riproponiamo ovviamente corredate dalle considerazioni espresse dai nostri consiglieri di minoranza:

1) IL SINDACO ha affermato di non aver aumentato le tasse e che l’Addizionale Comunale IRPEF è stata introdotta per obbligo di legge.

OVVIAMENTO, SI AFFERMA IL FALSO! L’amministrazione Grazioli, infatti, oltre a mantenere le tasse quasi al massimo del consentito (vedi IMU) ha introdotto:

A) I DIRITTI DI SEGRETERIA, per cui, oggi, si paga per il rilascio di tutti i certificati che vengono richiesti;

B) la TASSA PER IL TAGLIO DELLE PIANTE (oltre all’odioso obolo che già si pagava e si paga anche al Parco);

C) IL CANONE DELL’ACQUA, aumentato proprio gli ultimi mesi di gestione del servizio idrico, ben sapendo che, di li a poco, sarebbe subentrata ACEA, ovvero un aumento a tradimento, finalizzato solo a rastrellare altri soldi dalle tasche dei trebani. Una vigliaccata, insomma!

D) LA TARI che, da contratto con la soc. PRAGMA, doveva essere abbattuta, in ragione della raccolta differenziata, è rimasta invariata e a livelli altissimi. La mancata diminuzione non è, di fatto, un aumento?

2) L’ALTRA BUGIA Grazioli la racconta quando afferma che Trevi era rimasto l’UNICO COMUNE i cui residenti non pagavano l’Addizionale IRPEF e che, questa sgradevole tassa, doveva essere comunque introdotta per obbligo di legge, altrimenti sarebbe incorso in una condanna per danno erariale. IL SINDACO GRAZIOLI è clamorosamente smentito dallo stesso Ministero Economia e Finanze, il quale, sul proprio sito ufficiale, circa l’Addizionale Comunale IRPEF, afferma che “è facoltà dei singoli comuni istituirla, stabilendone l’aliquota e l’eventuale esenzione nei limiti fissati dalla legge statale….”. QUINDI È UNA LIBERA SCELTA DELLE AMMINISTRAZIONI, COMPRESA QUELLA DI TREVI.

Ma c’è di più!

NON È NEANCHE VERO che Trevi era l’ultimo comune senza addizionale comunale, dato che, ad oggi, in tutta Italia, ce ne sono, felici e contenti, ancora 91 di cui, due di questi, addirittura capoluoghi di provincia. Tutti e 91 vengono definiti “PICCOLI PARADISI FISCALI”. La verità è che, Grazioli, oltre che dell’acqua, ci ha privati del nostro piccolo PARADISO FISCALE e, ora, vorrebbe nascondere la verità ai cittadini. La cosa grave è che ci sono persone che ancora gli credono.

3) MA LA BALLA DEL SECOLO la doveva ancora sparare. Ed è così che Grazioli, inventandosi un mondo che non c’è e che vede solo lui (tipo l’isola che non c’è di Peter Pan), ha avuto l’impudenza di affermare che Trevi sta vivendo un periodo di grande sviluppo e, tutto questo, grazie alla sua amministrazione. Affermazione esilarante se non fosse per la situazione tragica che stiamo vivendo. Del resto basta chiedere ai bar, alle attività commerciali, alla imprenditoria locale in genere, e tutti coloro che, eroicamente, ancora resistono e tengono in vita le proprie attività.

Sull’argomento è bastato chiedere al sindaco Grazioli, reiteratamente e con insistenza, di elencare le politiche che, lui e la sua amministrazione, ha posto in essere, in questi anni, per giustificare la sua affermazione. MA LA RISPOSTA NON È ARRIVATA, dato che, Grazioli, NON HA MAI POSTO IN ESSERE UNA SOLA POLITICA DIRETTA A FAVORIRE L’IMPRENDITORIA LOCALE. Anzi, qualcosa lo ha fatto e lo sta ancora facendo, ma in negativo:

– SI È TRATTENUTO ED USATO, PER TRE ANNI, I SOLDI DEI SUSSIDI COVID, DESTINATI ALLE ATTIVITÀ ECONOMICHE. Soldi che servivano a sostenere le attività in condizioni di grande difficoltà, SOSTEGNO CHE GRAZIOLI GLI HA NEGATO PROPRIO NEL MOMENTO DEL BISOGNO, e se non fosse stata la minoranza a denunciare il fatto, con una interrogazione consiliare, chissà se e quando li avrebbero visti;

– CONTINUA AD ASSEGNARE, con trattative private, LAVORI PUBBLICI A DITTE ESTERNE, DIMENTICANDOSI DELLE DITTE EDILI LOCALI a cui non resta che emigrare per sopravvivere;

– STESSA SORTE PER LE DITTE BOSCHIVE!

Con ciò confermando che, al nostro sindaco, non servono i fatti, ma gli basta saper raccontare quelli inventati e, in questo, bisogna ammetterlo, non è secondo a nessuno. Ciò che conta è che ci siano sempre elettori disposti a credergli.

3 BIS) il nostro sindaco, poi, in qualche modo, si è intestato anche i meriti delle nascite che, negli ultimi tempi, con grande piacere di tutta la comunità, si sono registrate più numerose del solito. Evidentemente pensa che, l’aumento di natalità, sia dovuto ai fiocchi rosa e/o azzurri (acchiappalike) che posta sulla sua pagina “privata” facebook. Noi, onde evitare errate interpretazioni, sull’argomento, preferiamo non commentare la sua affermazione, sulla quale è sicuramente meglio stendere un velo pietoso. Ai nostri lettori lasciamo, quindi, ogni libera considerazione.

4) MA LA PERLA DELLE PERLE DOVEVA ANCORA ARRIVARE! Indovinate chi ce l’ha regalata? Ma la nostra vicesindaca, naturalmente. La stessa, infatti, tra un urlo ed uno schiamazzo, ha trovato il modo di accusare la minoranza, di aver sobillato gli utenti a NON PAGARE LE ULTIME BOLLETTE DELL’ACQUA INVIATE DAL COMUNE.

L’accusa, come sempre del tutto gratuita, era riferita ad un nostro post di maggio dello scorso anno, con il quale, citando la legge n° 205 del 2017, mettevamo sull’avviso i cittadini di Trevi che le bollette potevano essere prescritte e che, pertanto, le pretese di pagamento del comune, risultare del tutto infondate. Oltre che citare la legge e le regole di prescrizioni dei tributi, invitavamo eventualmente, gli stessi cittadini, a recarsi al Comune per attivare procedure nella piena legittimità. Il link di quel post lo trovate come primo commento e vi invitiamo a rileggerlo, proprio per comprendere di quanto venga deformata la realtà, da parte dei nostri avversari, pur di avere ragione e pur di gettare fango sull’attività dell’opposizione.

Due considerazioni in merito!

La prima è che se parlano solo oggi, a distanza di un anno, sta a significare che, con il nostro post, ancora una volta, abbiamo fatto centro. La seconda è che la minoranza di Trevi si conferma, per l’ennesima volta, un baluardo a difesa dei diritti, degli interessi dei cittadini e delle attività economiche. Qualcuno va dicendo, non si sa per quale contorto ragionamento, che non saremmo legittimati a sedere sui banchi dell’opposizione. Quel qualcuno, con ogni probabilità, è interessato più a perseguire i propri personali interessi che non quelli collettivi. ORA capirete anche perché, in occasione dei consigli comunali, la buttano sempre in caciare.

Se i Consiglieri di minoranza potessero prendere la parola, senza le ripetute interruzioni, ed esporre con chiarezza i propri interventi, i cittadini avrebbero la possibilità di capire molte, troppe cose. E QUESTO, GRAZIOLI E I SUOI SODALI, NON SE LO POSSONO PROPRIO PERMETTERE”.

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