La visita del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, nello stabilimento di Piedimonte San Germano si è inserita in un quadro già delicato, aggravato da una produzione ridotta al minimo storico e dall’assenza, almeno per ora, di indicazioni precise sui nuovi modelli destinati al sito produttivo ciociaro.
Lo stabilimento Stellantis di Cassino continua a muoversi in una zona d’incertezza che, mese dopo mese, alimenta la preoccupazione di lavoratori, sindacati e imprese dell’indotto. La visita del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, al sito produttivo di Piedimonte San Germano ha riportato al centro del dibattito il futuro industriale del polo automobilistico del basso Lazio, uno dei più importanti del Centro Italia ma oggi alle prese con una delle fasi più delicate della sua storia recente.
Una situazione che sindacati e lavoratori descrivono come sempre più difficile, soprattutto dopo l’Investor Day del 21 maggio, durante il quale – denunciano le organizzazioni sindacali – non sarebbero arrivate risposte concrete per Cassino.
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Il vertice al Mimit tra Urso e Rocca
Il confronto sul futuro dello stabilimento era già approdato ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove il ministro Adolfo Urso ha incontrato il presidente Rocca e la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli. Al centro della riunione, il piano industriale al 2030 di Stellantis e le prospettive produttive dello stabilimento laziale. Urso ha ribadito quanto comunicato dall’azienda in occasione dell’Investor Day, confermando l’impegno del gruppo a mantenere attivi tutti gli impianti italiani ed europei. Il ministro ha inoltre ricordato lo sblocco del DPCM che destina oltre 1,3 miliardi di euro al comparto automotive, risorse che dovranno sostenere investimenti produttivi, innovazione e ricerca lungo tutta la filiera nazionale.
Nel corso dell’incontro, Rocca ha chiesto di accelerare i tempi. Il governatore del Lazio ha infatti annunciato l’intenzione di sollecitare Stellantis ad anticipare la presentazione del piano specifico per Cassino – prevista dall’azienda per dicembre – così da chiarire prima possibile il quadro occupazionale e produttivo del sito. La richiesta arriva anche in vista di due appuntamenti considerati decisivi: l’audizione dell’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa alla Commissione Attività produttive della Camera, fissata per il 17 giugno, e il tavolo automotive convocato al Mimit per il 14 luglio.
La preoccupazione dei sindacati: “Servono risposte immediate”
Nel frattempo, però, dentro e fuori la fabbrica cresce il timore che il tempo a disposizione stia finendo. Il segretario provinciale di UGL Metalmeccanici, Gerardo Minotti, ha chiesto un incontro ispettivo urgente con Stellantis per fare chiarezza sul futuro dello stabilimento. “Basta con i continui annunci: la fabbrica e il territorio hanno bisogno di certezze concrete, che si traducono in lavoro e investimenti. Chiediamo l’assegnazione di nuovi modelli di vetture, in particolare auto di largo consumo capaci di intercettare il mercato reale, e non solo veicoli di extra lusso che, da soli, non possono garantire un futuro solido allo stabilimento“.
Minotti ha inoltre richiamato il tema dei costi energetici italiani, giudicati molto più elevati rispetto ad altri Paesi europei come la Spagna, elemento che rischierebbe di penalizzare la competitività del sito di Cassino e dell’intero sistema produttivo nazionale: “Abbattere questi costi è una mossa vitale, sia per tutelare la struttura attuale sia per rendere Cassino un polo attrattivo per nuovi investitori”.
UIL e UILM: “Cassino è il grande stabilimento rimasto senza piano”
Una posizione condivisa anche da UIL e UILM Frosinone, che hanno partecipato alla visita del presidente Rocca nello stabilimento. Secondo i sindacati, il dato più preoccupante riguarda la produzione: nei primi quattro mesi del 2026 lo stabilimento avrebbe lavorato appena venti giorni. UILM parla apertamente di una situazione senza precedenti, sottolineando come Cassino resti oggi “l’unico grande impianto italiano lasciato senza risposta”.
“Abbiamo accolto positivamente la visita del Presidente Rocca perché le istituzioni devono stare dove stanno i lavoratori. Ma le parole vanno trasformate in impegni concreti: servono modelli assegnati, date certe, tutele per l’indotto. Il 2026 rischia di passare alla storia come l’anno con meno giornate lavorative in assoluto dall’apertura dello stabilimento nel 1972. Questo non possiamo permetterlo”, hanno dichiarato il segretario generale UIL Frosinone Alessandro Cirulli e il segretario generale UILM Frosinone Gennaro D’Avino.
Il nodo dell’indotto e i tempi industriali
Durante il confronto con Rocca, uno degli operai dello stabilimento ha spiegato come anche l’eventuale assegnazione di nuovi modelli richiederebbe tempi lunghi prima di produrre effetti concreti sull’occupazione e sulla produzione. “Per mettere in produzione un nuovo modello servono due o tre anni”, ha spiegato il lavoratore, ricordando che oggi a Cassino vengono prodotti due modelli ormai maturi commercialmente e la Maserati Grecale, vettura di fascia alta con volumi di vendita limitati. Da qui la richiesta di “misure ponte” che consentano allo stabilimento di attraversare la fase di transizione senza ulteriori contraccolpi occupazionali.
Rocca: “Non esiste Stellantis senza indotto”
Nel corso della visita istituzionale, Rocca ha posto l’accento soprattutto sulla situazione delle aziende dell’indotto, considerate fondamentali per la sopravvivenza dell’intero ecosistema industriale legato allo stabilimento. Il governatore ha inoltre annunciato future interlocuzioni con l’AD Stellantis Antonio Filosa e con investitori cinesi e un incontro con l’ambasciatore della Cina, nel tentativo di verificare eventuali opportunità industriali e nuovi margini di sviluppo per il territorio.
Nel frattempo, però, dentro lo stabilimento resta un clima sospeso tra attesa e preoccupazione. Per lavoratori e sindacati il tempo delle rassicurazioni generiche sembra ormai esaurito: ciò che viene chiesto è un piano industriale dettagliato, con modelli, investimenti e prospettive occupazionali certe.

