Mentre la produzione complessiva di Stellantis in Italia torna a crescere dopo il difficile 2025, lo stabilimento di Cassino continua a rappresentare il punto più critico del gruppo. È quanto emerge dal report diffuso dalla Fim-Cisl sul primo semestre 2026, che fotografa una situazione sempre più preoccupante per il sito laziale e per l’intero indotto del Cassinate.
Secondo il sindacato, nei primi sei mesi dell’anno la produzione nazionale di Stellantis è salita del 13,7%, raggiungendo 252.223 veicoli tra autovetture e veicoli commerciali, trainata soprattutto dai nuovi modelli prodotti a Mirafiori e Melfi. Ma Cassino va in controtendenza, facendo registrare il peggior risultato tra tutti gli stabilimenti italiani.
Produzione Stellantis Cassino: -36,2% nel primo semestre
Lo stabilimento di Piedimonte San Germano ha prodotto appena 6.700 vetture, con un calo del 36,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel dettaglio sono uscite dalle linee di produzione: 4.125 Alfa Romeo Giulia e Stelvio; 2.575 Maserati Grecale.
Numeri che, secondo la Fim-Cisl, rendono ormai “insostenibile” la situazione produttiva del sito e dell’intera filiera dell’automotive della provincia di Frosinone. “Negli incontri di illustrazione del piano industriale di Stellantis, il gruppo ha confermato la produzione di una serie speciale degli attuali modelli Alfa Romeo Stelvio e Giulia che resteranno in produzione per tutto il 2027 – si legge nel comunicato stampa del sindacato –. A partire dal 2027 verrà prodotta la nuova Maserati Grecale. Hanno ribadito l’impegno a dare continuità allo stabilimento rilanciando i marchi Maserati e Alfa Romeo, che stanno lavorando con potenziali partner , ma hanno rinviato la comunicazione delle decisioni su Cassino entro fine anno. Se da una parte è positivo che il Gruppo si sia assunta la responsabilità di dare continuità produttiva allo stabilimento, è negativo il rinvio di qualche altro mese vista la gravità della situazione”.
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“Quindi non abbiamo avuto conferme sulle due future Maserati annunciate (segmento E) e per il progetto su future Alfa Romeo (segmento D) come si svilupperanno e quali tempistiche – spiega la Fim-Cisl -. Rimane il problema della necessità nell’immediato di portare nuove attività nella fase di preparazione che normalmente passa da 18-24 mesi dalla comunicazione ufficiale”.
Occupazione in forte sofferenza
Ancora più pesante il quadro occupazionale. L’organico dello stabilimento è sceso a circa 2.130 dipendenti, mentre l’attività produttiva si è ridotta a cinque-sei giornate lavorative al mese. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati effettuati appena 39 giorni di produzione, con circa 1.400 lavoratori presenti sulle linee, mentre oltre 500 dipendenti sono coinvolti nei contratti di solidarietà. Le giornate di fermo collettivo hanno raggiunto quota 82, confermando il forte ricorso agli ammortizzatori sociali.
Per il sindacato: “Mettere in sicurezza lo stabilimento, sia sotto il profilo occupazionale, sia in termini di prospettiva industriale, è la nostra priorità non più rinviabile. Un intervento in questa direzione deve poi produrre effetti positivi su tutto l’indotto e sull’intero territorio”.
Le prospettive restano però difficili. Dopo un 2025 chiuso con meno di 20 mila vetture prodotte, la Fim-Cisl stima che il 2026 possa terminare con appena 13 mila automobili, segnando un nuovo minimo storico per lo stabilimento laziale. Una situazione in netto contrasto con il dato nazionale, che dovrebbe chiudere l’anno sopra i 500 mila veicoli, grazie all’effetto delle nuove produzioni avviate negli altri impianti italiani.
Il report conferma dunque un’Italia Stellantis a due velocità. Mentre Mirafiori beneficia della nuova Fiat 500 ibrida e Melfi dell’avvio della Jeep Compass e dei nuovi modelli sulla piattaforma STLA Medium, Cassino continua a perdere produzione, occupazione e prospettive. Una situazione che alimenta le preoccupazioni dei lavoratori e delle istituzioni locali, in attesa che entro la fine dell’anno Stellantis sciolga definitivamente le riserve sul futuro produttivo dei marchi Alfa Romeo e Maserati e, con essi, dello stabilimento di Cassino.
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