La battaglia contro il termovalorizzatore di Santa Palomba entra in una nuova fase. La prossima settimana, i consigli comunali di Albano (25 agosto), Ardea (26 agosto) e Pomezia (28 agosto) si riuniranno in seduta straordinaria per deliberare la richiesta ufficiale di inchiesta pubblica, così come previsto dall’art. 24-bis del D.Lgs. 152/2006.
La richiesta di inchiesta pubblica rappresenta uno strumento di partecipazione democratica previsto dalla normativa italiana in materia ambientale, volto a garantire la trasparenza e il coinvolgimento effettivo dei territori nelle grandi decisioni che li riguardano. E proprio sulla mancanza di condivisione e confronto si concentra la critica dei sindaci e dei comitati civici: il Commissario Straordinario Roberto Gualtieri, secondo quanto affermato dai promotori dell’iniziativa, “continua a rappresentare solo se stesso e gli interessi privati dietro il business dei rifiuti”.
In gioco, secondo gli attivisti, non c’è solo la tutela della salute e dell’ambiente, ma anche la difesa dell’ordinamento democratico. Il termovalorizzatore, progettato per trattare centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti all’anno, è al centro di una crescente mobilitazione popolare e istituzionale, che va avanti ormai da più di un anno.
La richiesta di inchiesta pubblica punta a fare luce su tutte le criticità legate al progetto: dall’impatto sanitario e ambientale alla reale utilità dell’impianto nella gestione dei rifiuti, fino alle clausole contrattuali ritenute opache da più esponenti dell’opposizione. L’obiettivo è chiaro: fermare un progetto ritenuto dannoso.
