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TERMOVALORIZZATORE, INDAGINI SULLA COMPRAVENDITA DEL TERRENO E SU PROBABILE DANNO ERARIALE DA 5 MILIONI

La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta che getta un’ombra sulla compravendita del terreno destinato alla costruzione del termovalorizzatore della capitale. La Guardia di Finanza ha condotto un’operazione il 13 marzo, acquisendo da Ama tutta la documentazione relativa alle procedure di acquisto del terreno a Santa Palomba. Questa mossa si è resa necessaria dopo un esposto presentato dai comitati Ust (Uniti per la salvaguardia del territorio) e Salute e Ambiente. Al momento, l’indagine è considerata esplorativa e non ci sono indagati né ipotesi di reato.

Il focus principale dell’indagine si concentra sulla compravendita dell’area e, soprattutto, sul suo prezzo. Il valore del terreno è salito di circa 15 volte in 20 anni, passando da 475.000 euro iniziali a circa 7,5 milioni di euro, la cifra spesa da Ama per l’acquisto finale. Questo incremento vertiginoso del valore ha suscitato interrogativi riguardo alla congruità del prezzo pagato.

Il terreno scelto si trova di fronte alla sede di Amazon e nelle vicinanze di una struttura di Acea. Tuttavia, la sua ubicazione, nell’ultimo lembo di territorio romano a Santa Palomba, nei pressi dei comuni di Ardea e Albano, solleva preoccupazioni riguardo all’impatto ambientale. La zona, infatti, già ospita una discarica ad Albano e subisce un notevole carico di inquinamento e sfruttamento delle risorse idriche.

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Ama, l’azienda di gestione dei rifiuti di proprietà del comune di Roma, ha acquistato il terreno al prezzo di circa 7,7 milioni di euro, utilizzando fondi pubblici. Tuttavia, si sospetta che il valore del terreno sia stato gonfiato prima della compravendita da parte di vari tecnici. La Guardia di Finanza di Roma ha eseguito un sequestro della documentazione relativa al bando di gara del 13 giugno 2021 e agli atti catastali e autorizzativi correlati alla compravendita. Si tratta di un’indagine esplorativa che non ha ancora individuato indagati né formulato ipotesi di reato.

Indagini anche da parte della Corte dei Conti

Parallelamente all’indagine penale, si sta conducendo un’indagine per presunto danno erariale. Meno di dieci ettari di terreno sarebbero stati acquistati a un prezzo di quasi 800 euro al metro quadrato, una cifra giudicata eccessiva dai cittadini e dalle associazioni che hanno presentato l’esposto. Si stima un presunto danno erariale di circa 5 milioni di euro, che pesa sulle casse pubbliche e, in particolare, su quelle di Ama, responsabile dell’acquisto del terreno due anni fa.

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Oltre all’esposto delle associazioni, sono stati presentati altri esposti, tra cui quello della sindaca Virginia Raggi e dell’assessore Carla Canale del Movimento 5 Stelle. La vicenda continua a suscitare polemiche e a sollevare interrogativi sulla gestione del denaro pubblico e sull’etica nell’amministrazione locale.

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