La notizia diffusa ieri da Sara Terzini sulla decisione del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso del Consigliere dell’Università Agraria di Valmontone Franco Masella per l’accesso agli atti relativi ai rendiconti consuntivi dell’Ente dal 2019 al 2022
“Il TAR del Lazio accoglie con Sentenza N. 16160/2024 il ricorso del Consigliere dell’Università Agraria di Valmontone Franco Masella avverso il diniego tacito del Presidente di esibire gli atti richiesti per l’espletamento del proprio ruolo di amministratore. La domanda di accesso formulata dal Consigliere ha ad oggetto i rendiconti consuntivi dell’Università Agraria relativi agli anni dal 2019 al 2022. La tesi difensiva dell’Ente nega l’esistenza del diritto di accesso in considerazione della natura privatistica dell’ente riconosciuta dall’art. 1 comma 2 l. n. 168/17 secondo cui “gli enti esponenziali delle collettività titolari dei diritti di uso civico e della proprietà collettiva hanno personalità giuridica di diritto privato ed autonomia statutaria”.
Ma il giudice amministrativo ricorda che ai fini dell’individuazione della nozione di “documento amministrativo”, accessibile ai sensi dell’art. 22 l. n. 241/90, la lettera d) del primo comma della disposizione in esame, si richiede che gli atti siano inerenti ad “attività di pubblico interesse indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale”. Pertanto, l’accessibilità dell’atto consegue alla semplice riconducibilità dello stesso al perseguimento e alla cura di interessi pubblicistici e prescinde dalla sua disciplina privatistica o pubblicistica.
Nella fattispecie in esame i rendiconti consuntivi sicuramente hanno ad oggetto attività di pubblico interesse per la loro stretta strumentalità rispetto alla corretta gestione contabile e finanziaria dell’Università Agraria che, a sua volta, è finalizzata al perseguimento del fine pubblico di gestione di beni collettivi, costituente la vera e propria finalità istituzionale dell’ente. Il Giudice puntualizza che la gestione dei beni collettivi, riferibile anche all’Università Agraria di Valmontone, qualifica, come oggettivamente pubblicistica, la funzione dalla stessa espletata indipendentemente dalla natura privatistica dell’ente come confermato anche dalla giurisprudenza di legittimità richiamata dalla parte resistente (Cass. n. 12482/2020). Inoltre il Giudice sottolinea l’innegabile connessione tra gli atti oggetto della richiesta di accesso e l’espletamento del mandato di componente del consiglio di amministrazione dell’ente.
Leggi anche: ALLARME TRUFFA A VALMONTONE: NESSUN PREMIO DA RITIRARE IN COMUNE
L’interrogativo sorge spontaneo a seguito di questa vicenda: perché il Presidente non ha voluto esibire questi documenti? Per quale motivo un membro del Consiglio di Amministrazione deve veder rinnegato un proprio sacrosanto diritto? Tutto ciò trova una strana connessione con le vicende accadute nei giorni successivi al deposito del ricorso: infatti il Direttore dell’U.A. comunicava durante una seduta del consiglio di amministrazione la scomparsa misteriosa di alcuni documenti dall’Ente… Documenti scomparsi o mai esistiti? Domande che sicuramente troveranno risposta nella documentazione che l’U.A. dovrà rilasciare ed esibire al consigliere entro 30 giorni.
Questo episodio rappresenta un ulteriore tassello negativo nella nuova gestione di un Ente che rende inaccessibili i documenti ad un Consigliere, documenti che, tra l’altro, dovrebbero essere per legge pubblicati sul sito dell’Ente. Questa sentenza passerà alla storia: il TAR per la prima volta si pronuncia sul diritto di accesso agli atti in tema di Università Agraria.
Un percorso questo che il Consigliere non avrebbe voluto intraprendere, egli stesso infatti dichiara: “La sentenza del TAR rafforza la tesi che ho portato avanti negli ultimi mesi, tesi supportata dalla candidata Presidente Sara Terzini che ringrazio. Questo giudizio a mio parere consolida uno degli elementi cardine della buona amministrazione: lo spirito collaborativo all’interno di un consiglio. Rivolgermi al TAR è stata una extrema ratio: conoscevo bene i miei diritti e non potevo accettare il fatto che mi venissero negati senza una valida motivazione, il Giudice lo ha confermato. Continuerò a lavorare per il bene di questo Ente con trasparenza ed umiltà.”
Non posso che unirmi alle dichiarazioni del Consigliere Masella e continuare a lavorare per garantire la trasparenza, la legalità e la partecipazione dei cittadini alla vita di questo Ente”, ha dichiarato in una nota pubblicata su Facebook Sara Terzini.
Alberto Latini contro tutti
“Il Tar dà torto all’Università Agraria accogliendo un ricorso del consigliere Franco Masella il quale aveva semplicemente chiesto di poter visionare i bilanci dell’Ente e che, in pieno “stile Pizzuti”, la nuova gestione non glielo aveva permesso. MA COSA, E CHI, C’È DIETRO QUESTA GESTIONE?”, ha commentato con un post su Facebook Alberto Latini dall’opposizione.
Leggi anche: VALMONTONE, ALBERTO LATINI LASCIA LA MAGGIORANZA E ATTACCA LA SINDACA
“La nuova Amministrazione dell’Agraria, dopo aver ricevuto la tegola sui terreni di Piombinara, si trova a dover gestire anche questa sentenza del Tar che gli dà torto – continua -. Ma perché questa nuova Amministrazione guidata da Alessio Salvitti e Valter De Stefano, coperta politicamente dell’Amministrazione Bernabei, non vuol dare evidenza dei bilanci della gestione Pizzuti? Ed inoltre, cosa sono queste storie di documenti della gestione Pizzuti andati persi?”.
“Nella sentenza, il Tar fa capire, molto chiaramente, che aldilà dello status privatistico di questo ente, il fatto che gestisca i nostri preziosissimi terreni non lo pone al di fuori del controllo pubblico (come a qualcuno piacerebbe… si pensi solo allo scandalo delle elezioni rimandate…). Detto molto più chiaramente, Roberto Pizzuti, padre dell’attuale vice sindaco, non può pensare che quello che ha fatto negli anni possa sfuggire al controllo pubblico perché i terreni ed i bilanci dell’Agraria non sono roba sua e Salvitti/De Stefano non possono pensare di continuare a proteggerlo, perché, altrimenti, rischiano di assumersi anche loro responsabilità di quanto accaduto in precedenza”, ha concluso Latini.
Giorgia Bellotti: “Mai si sono raggiunti livelli così bassi”
“Appare evidente come, a Valmontone, per veder riconosciuti i propri diritti da Consiglieri (dell’Agraria o Comunali) bisogna ormai rivolgersi ad Organi di giurisdizione/Organi di controllo, poiché regolamenti e statuti vengono applicati abitualmente in modo arbitrario. Mai si sono raggiunti livelli così bassi”, ha commentato la consigliera di minoranza Bellotti.
Leggi anche: VALMONTONE, BELLOTTI SODDISFATTA PER LA MODIFICA SUI CONDONI EDILIZI
“E mi preme sottolineare che ciò non risulta essere certamente una vittoria, ma semplicemente la conferma e la dimostrazione della modalità di gestione della “Cosa pubblica” da parte di questi “personaggi”, ha concluso.
Alessio Salvitti respinge le accuse
In merito alla sentenza del TAR del Lazio n. 16160/2024, che ha accolto il ricorso del consigliere dell’Università Agraria di Valmontone, Franco Masella, contro il diniego di accesso agli atti, in particolare ai bilanci consuntivi dal 2019 al 2022, il presidente dell’università agraria Alessio Salvitti ha precisato a Frosinonetoday.it che tale vicenda è completamente estranea alla scomparsa di documenti avvenuta nei mesi precedenti all’interno dell’ente, per la quale sarebbe stata presentata una denuncia formale all’autorità giudiziaria. Ha inoltre criticato la decisione dei consiglieri Masella e Terzini di portare avanti il ricorso nonostante la volontà dell’ente di collaborare e rendere accessibili gli atti richiesti dagli uffici durante la seduta del consiglio di amministrazione del 6 maggio scorso.
