POLITICA

VALMONTONE, SALE LA TENSIONE TRA LA SINDACA E IL SUO PREDECESSORE LATINI

A Valmontone è scoppiato da qualche giorno il caso Alberto Latini.

L’ex primo cittadino, infatti, che nell’ultima tornata elettorale ha tirato la volata alla rampante Veronica Bernabei, dopo soli 13 mesi di consiliatura ha deciso di abbandonare gli ormai ex compagni di viaggio perché non più in linea con la visione della sindaca.

E lo ha fatto nel corso dell’ultimo consiglio comunale di giovedì scorso.

A distanza di qualche giorno ancora non si placa lo scambio di battute e di reciproche accuse tra i due.

Ieri il nuovo round dove i due “protagonisti” della scena politica valmontonese hanno tuonato l’uno contro l’altra.

Nel tardo pomeriggio di ieri la sindaca Veronica Bernabei ha commentato la questione (intervento che riportiamo integralmente):

<<Sull’uscita di Alberto Latini dalla maggioranza credo che una riflessione sia doverosa nei confronti dei valmontonesi. Una scelta simile, dopo un percorso amministrativo di 11 anni, lascia sicuramente tanta amarezza non solo in me ma anche in tutti coloro che, per 10 anni, hanno consentito ad Alberto Latini di guidare un’Amministrazione comunale che veniva da tre commissariamenti consecutivi (in pochi anni).

Lo ha potuto fare con la certezza di poter contare su un gruppo leale, onesto e affidabile che lo ha sempre sostenuto di fronte agli attacchi e lo ha schermato quando, come ciascun essere umano, ha commesso degli errori. L’anno scorso, piaccia o meno, il sistema elettorale nella nostra città è cambiato. Non più il turno unico, che consentiva di eleggere una maggioranza di 11 consiglieri sui 16 candidati (dove ciascuno poteva avere un ruolo), ma l’esigenza di mettere insieme quattro liste, per un totale di 64 candidati, che fossero rappresentative di un mondo eterogeneo, riunito attorno ad un progetto condiviso, quello che mi ha portato a diventare sindaco al primo turno, con quasi il 60% dei consensi.

Un sistema che, nella composizione della Giunta, porta il sindaco a compensare il peso elettorale delle singole liste, le competenze di ciascuno, l’equilibrio donne/uomini per dare alla città un esecutivo che rispecchiasse il risultato delle urne e avesse al suo interno uomini e donne capaci e disposti a lavorare sodo, come un amministratore locale deve fare. Non è colpa di nessuno se, con la sua lista, Latini è arrivato a 900 voti eleggendo due consiglieri comunali. Da quella lista ho scelto l’assessore al bilancio, lo stesso consigliere a cui Latini, nella sua Amministrazione, aveva affidato la medesima delega al bilancio.

Oggi, dopo un anno, prendiamo atto che Alberto Latini ha sofferto il fatto di non essere più il Sindaco della città senza riuscire ad interpretare quel ruolo diverso, per molti versi altrettanto importante, che gli abbiamo riconosciuto tutti, nominandolo alla guida dell’intera maggioranza, riunendo le quattro liste sotto un unico gruppo. E’ stato un modo per affidargli un ruolo importantissimo che desse continuità con la precedente Amministrazione. Dispiace molto, alla luce dei fatti, doverci rendere conto che quel ruolo da capogruppo di tutta la maggioranza sia stato a volte utilizzato in modo improprio. Cito due episodi, che sono però esemplari: Latini non ha votato né il bilancio preventivo, alla fine del 2023, né il rendiconto finanziario dello scorso aprile (un rendiconto, questo, in larghissima parte maturato sotto la propria sindacatura). In un caso è mancato per un intervento programmato proprio in quei giorni, nel secondo per un’altra assenza ad hoc. Tra le motivazioni della sua uscita dalla maggioranza, Alberto Latini cita l’allargamento della stessa alla consigliera Elisa De Stefano.

Anche in questo caso sembra solo un pretesto, peraltro discutibile visto che lo stesso Latini – da sindaco – allargò la propria maggioranza a consiglieri eletti nelle file dell’opposizione. Se interesse di ogni sindaco è fare il bene comune della città non c’è niente di male a coinvolgere nell’attività amministrativa donne e uomini che, seppur eletti in altre liste, si ritrovino a condividere un progetto e a voler contribuire a fare il bene della comunità in cui vivono. C’è posto per tutti se si ha voglia di lavorare. Basti ricordare un’Amministrazione a guida Angelo Miele la cui maggioranza si era ampliata fino a 18 consiglieri su 20.

Nei suoi 10 anni da sindaco, Alberto Latini ha potuto compiere un “percorso netto” perché i consiglieri che gli erano accanto glielo hanno permesso. Senza smanie di protagonismo e senza lasciarsi prendere dalla “sindachite”. Lo abbiamo fatto, e insieme a me dal 2013 al 2023 ci sono stati anche Giulio Pizzuti, Pierluigi Pizzuti e Mirko Natalizia (e dal 2018 Matteo Leone, Roberto Matrigiani e Laura Mujic) che sono ancora qui, perché abbiamo capito che i problemi che aveva Valmontone, le opere pubbliche bloccate da anni e i mancati investimenti, erano figli delle liti per il potere degli anni precedenti. Non sono mancati gli attriti e i momenti difficili ma, alla fine, l’amore per la nostra Valmontone è sempre prevalso sulle ambizioni personali. Pur amareggiata della scelta di Alberto Latini, e ancor di più dei modi con cui l’ha comunicata, sono convinta che la maggioranza che mi sostiene oggi sia fatta di donne e di uomini che hanno lo stesso spirito di sacrificio e di amore per la città che abbiamo avuto tutti noi nei precedenti 10 anni e che ci porterà a lavorare ancora, tutti insieme, per Valmontone e per i valmontonesi>>.

Non si è fatta attendere la replica di Alberto Latini che, qualche ora dopo ha scritto:

<<Poco fa, il sindaco Bernabei, dopo qualche giorno di elaborazione, ha risposto al mio intervento nel Consiglio Comunale dello scorso 20 giugno. Penso però che, dopo aver letto il suo comunicato, sia opportuno qualche chiarimento da parte mia per rettificare alcune sue imprecisioni o dimenticanze. Lei ha detto che alla mia Lista spettava l’espressione di un membro per la Giunta (o per la Presidenza del Consiglio), ma si è dimenticata di dire che le mie proposte non sono state accolte e tra queste non c’era Roberto Matrigiani (arrivato quarto nella mia Lista). La nomina di Matrigiani l’ha fatta unilateralmente lei senza ascoltare minimamente le mie indicazioni quale coordinatore e capo della Lista stessa. Penso che già questo non sia un gesto di grande considerazione…

Poi lei ha detto che nei dieci anni durante i quali io ho fatto il Sindaco loro sono stati onesti e leali, ma anche qui si è dimenticata di dire che in quei dieci anni da Sindaco il loro coinvolgimento, in particolare il suo, è stato sempre massimo mentre a me, già il giorno della proclamazione, mi ha messo completamente da parte! Sicuramente se fossi stato minimamente ascoltato le manovre all’Agraria per eleggere De Stefano, che non penso possano essere considerate un atto di cui andar fieri, non ci sarebbero state… Parlasse di questo e spiegasse i motivi! Quello che è sicuramente molto chiaro per tutti, e nel suo post si riafferma, è che la considerazione nei miei confronti, dopo tutto quello che ho fatto in passato in particolare per lei, si è limitata a contare i miei voti per mettermi alla porta. Se c’è qualcuno che li ha schermati e protetti negli anni, a tal punto da arrivare, in campagna elettorale, anche ad essere minacciato di morte, quello sono stato certamente io ed anche questo Valmontone lo sa bene.

Comunque la “sindachite” colpisce il primo cittadino e si manifesta con un completo cambio di atteggiamento dopo la sua elezione… forse la mia sofferenza nasce dal fatto che mi sarei aspettato un po’ più di riconoscenza, aldilà delle percentuali, dopo tutto quello che ho fatto e subito in questi anni!>>

L’idillio tra i due esponenti politici di Valmontone è dunque definitivamente tramontato. Il sodalizio che ha governato Valmontone per 5 anni con Latini sindaco e Bernabei suo vice di è sgretolato. Quello che rimane sono i reciproci attacchi, le discussioni e i rimpalli di responsabilità. Solo il tempo potrà dire quale saranno gli sviluppi per gli equilibri tra maggioranza e opposizione. Equilibri in consiglio comunale che in 13 mesi sono mutati già due volte, con cambi di casacca da e verso la maggioranza, e che cominciano ad avere connotati diversi rispetto a quelli presentati agli elettori valmontonesi solamente un anno fa.

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