L’antichissima Via Appia, da poco inserita nella lista del Patrimonio Unesco, ha visto esclusi alcuni tratti compresi tra Genzano di Roma e Terracina. Il rammarico dei sindaci che si dicono però fiduciosi nel vedere riconosciuto il valore dei loro comuni. Intanto arrivano le rassicurazioni del Ministro Sangiuliano
Il 27 luglio scorso, la Via Appia Antica, conosciuta anche come “Regina viarium”, è stata inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco durante la 46ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale che si è svolto a Nuova Delhi, in India. Si tratta di un risultato importante per l’Italia, che raggiunge ben 60 luoghi inscritti nella Lista, ma anche per la Regione Lazio, che con l’Appia ne ottiene 6.
“C’è tuttavia un po’ di rammarico per l’esclusione temporanea di alcuni tratti della via Appia che interessano il nostro territorio e in particolare i quattro comuni di Lanuvio, Velletri, Nemi e Genzano. Spiace in quanto siamo stati parte attiva dell’intero processo che ha portato a raggiungere questo straordinario risultato”, spiegano i sindaci Andrea Volpi (Lanuvio), Ascanio Cascella (Velletri), Alberto Bertucci (Nemi) e Carlo Zoccolotti (Genzano).
In effetti, i comuni attraversati dalla via Appia ma di fatto esclusi dall’Unesco, hanno partecipato attivamente all’intero processo sottoscrivendo la proposta partita dal Ministero della Cultura e nel corso dei mesi hanno sostenuto il progetto promuovendo incontri informativi con i cittadini con eventi di promozione per far conoscere e apprezzare i tratti stradali dell’antica via, ma anche i manufatti che erano funzionali alla viabilità dell’epoca o strettamente legate ad essa, e che si ritrovano ancora su quei territori.
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“Ma più di tutto dispiace perché non è possibile prescindere dai nostri territori se si vuole raccontare e valorizzare in modo completo e corretto la storia e la qualità archeologica della Regina di tutte le vie. Sono diverse le testimonianze storiografiche che considerano l’Appia come un unicum, una sola arteria che collega gran parte del territorio italiano e che in ogni zona attraversata ha lasciato in eredità un segno tangibile. L’esclusione arrivata per mano dell’Icomos, il comitato internazionale per monumenti e siti, è pertanto da non considerarsi definitiva“, sostengono i sindaci, che nei giorni scorsi hanno avuto modo di confrontarsi anche con il Ministero della Cultura per valutare i prossimi passi da compiere per far si che i tratti esclusi vengano ricompresi all’interno del sito.
“Abbiamo avuto rassicurazioni in questo senso, anche nella conferenza stampa svolta ieri, nella quale il Ministro Sangiuliano si è detto certo di riuscire a sanare questa situazione in breve tempo. Quindi è solo una questione di tempo perché anche i nostri territori potranno essere considerati patrimonio dell’UNESCO”, spiegano fiduciosi. “L’interesse storico e archeologico dei nostri comuni non può essere messo in discussione e spezzettare una delle arterie più antiche e più articolate del patrimonio italiano e mondiale non può rappresentare la giusta modalità per valorizzarla. Forti delle qualità storico artistiche delle nostre città e certi del sostegno del Ministero della Cultura, attendiamo fiduciosi il riconoscimento che ci spetta e che non tarderà ad arrivare”, concludono.
Mattia (PD): “Regione Lazio si attivi su tratti esclusi”
Dalla Regione si leva la voce della consigliera dem Eleonora Mattia, la quale chiede alla Regione Lazio di farsi parte attiva presso gli organi competenti per una revisione della decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale “che includa nel riconoscimento del sito ‘Via Appia – Regina viarum’ anche i tratti temporaneamente esclusi che interessano il territorio dei Castelli Romani, con i comuni di Lanuvio, Velletri, Nemi e Genzano, e della provincia di Latina, con i comuni di Cisterna, Latina, Norma, Sermoneta, Sezze, Pontinia e Terracina”.
Tale esclusione è stata decisa su indicazione del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (ICOMOS), organizzazione non governativa associata all’UNESCO, nonché suo organo consultivo per la revisione delle candidature, e non risulta essere definitiva, essendo possibile da parte del Governo italiano avviare l’iter per la revisione della decisione al fine di ottenere il reinserimento di queste zone.
“Visto che è interesse non solo dei Comuni menzionati ma di tutta la Regione Lazio, sia dal punto di vista turistico che culturale, che il tracciato dell’Appia antica sia riconosciuto patrimonio dell’Unesco in modo integrale e come un unicum, e non spezzettato sulla base di considerazioni errate, se si vuole raccontare e valorizzare in modo completo e corretto la storia e la qualità archeologica della Regina Viarum, assieme al collega Salvatore La Penna ci appelliamo a tutte le forze politiche affinché sostengano questa la mozione che abbiamo depositato per impegnare la Giunta Rocca a promuovere presso il Governo Meloni e le sedi competenti l’inclusione dei tratti attualmente esclusi”, spiega Mattia.
