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VIVERE VICINO A TERMOVALORIZZATORI E DISCARICHE È PERICOLOSO PER LA SALUTE

Un recente studio epidemiologico condotto nel Lazio ha portato alla luce una serie di preoccupazioni riguardanti la salute dei residenti nelle vicinanze dei termovalorizzatori e delle discariche nella regione.

Questo studio, parte del programma regionale ERAS e condotto tra il 2020 e il 2023, ha rivelato un aumento del rischio di malattie respiratorie, cardiache e cerebrovascolari per gli abitanti delle zone entro un raggio di alcuni chilometri dai siti di San Vittore, nella provincia di Frosinone, e Colleferro, nella provincia di Roma.

Ciò che era stato precedentemente sospettato dagli abitanti di queste zone è stato confermato dai dati emersi da questo nuovo studio, consultati in esclusiva da Romatoday.it. Questo studio rappresenta un aggiornamento dei risultati ottenuti con una ricerca precedente condotta nel 2013, finanziata dalla Regione Lazio e condotta dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale (Dep) in collaborazione con l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (ARPA Lazio).

Lo studio

Partendo dall’analisi dei dati, si è evidenziato un aumento dei rischi di broncopneumopatie croniche ostruttive, soprattutto tra le donne, nelle aree a media esposizione ai termovalorizzatori. Questo aumento dei rischi è stato osservato sia nei residenti nelle zone vicine al termovalorizzatore di San Vittore che a quello di Colleferro, quest’ultimo chiuso nel 2018.

Inoltre, si è registrato un notevole aumento dei ricoveri per disturbi dell’apparato circolatorio nel periodo successivo alla chiusura del termovalorizzatore di Colleferro. Questo aumento dei ricoveri è stato osservato soprattutto tra le donne residenti nelle aree ad alta esposizione, con un rischio maggiore di disturbi circolatori rispetto alla popolazione maschile.

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Gli scienziati del Dipartimento di Epidemiologia hanno attribuito questi rischi alla presenza nell’aria di sostanze inquinanti rilasciate durante il processo di combustione dei rifiuti nei termovalorizzatori. Tra queste sostanze ci sono particolato grossolano e fine, metalli pesanti come il mercurio e il piombo, e prodotti di combustione incompleta come diossine e benzene. È stato evidenziato che gli effetti negativi sulla salute possono manifestarsi anche a lungo termine e persistere anche dopo la chiusura degli impianti, a causa dell’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici.

In aggiunta ai rischi associati ai termovalorizzatori, il quadro epidemiologico mostra criticità anche per chi vive nelle vicinanze delle discariche presenti nel Lazio. Il nuovo studio ha confermato un’associazione tra mortalità, morbosità e incidenza di tumori, soprattutto per le patologie respiratorie, nelle aree circostanti le discariche. Tuttavia, va sottolineato che le associazioni riscontrate non sono sempre univoche e consistenti.

In particolare, nell’area della discarica di Malagrotta, molto complessa dal punto di vista ambientale, è stata evidenziata un’associazione con alcune patologie tumorali. Questi risultati richiamano l’attenzione sulle implicazioni per la salute pubblica delle attività di smaltimento dei rifiuti e sottolineano la necessità di monitorare e gestire in modo appropriato le emissioni inquinanti provenienti da tali impianti.

Foto di repertorio

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