Il capogruppo regionale rilancia l’allarme ambientale e chiede alla Regione di intervenire. Intanto monta la protesta per i lavori sul Fosso della Cancelliera
“La battaglia contro l’inceneritore di Santa Palomba non si ferma”. È con queste parole che Adriano Zuccalà, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Lazio ed ex sindaco di Pomezia, rilancia l’opposizione alla realizzazione del mega impianto previsto dal piano rifiuti della Capitale, proprio in un’area già fortemente stressata sotto il profilo ambientale, quella di Santa Palomba.
La dichiarazione arriva a pochi giorni dall’unanime approvazione, da parte del Consiglio comunale di Pomezia, della delibera che chiede il riconoscimento di Santa Palomba come area a elevato rischio di crisi ambientale, ai sensi della legge regionale n.13 del 2019. Una decisione che – secondo Zuccalà – “rappresenta un messaggio chiaro e preciso al presidente della Regione Lazio: è necessario attuare la legge e tutelare un territorio già fragile, sul quale insistono quattro stabilimenti a rischio di incidente rilevante come Procter & Gamble, Chimec, Eni e Liquigas”.
Zuccalà ha poi invitato esplicitamente il presidente Francesco Rocca a “ascoltare la voce dei Comuni” che da mesi si oppongono al progetto promosso dal commissario straordinario Gualtieri: “È necessario intervenire in fretta. Il ritardo accumulato in questi mesi rischia di compromettere in modo definitivo il processo di salvaguardia dell’area di Santa Palomba”.
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Lavori al Fosso della Cancelliera, scoppia la protesta
A rafforzare le preoccupazioni espresse dal consigliere M5S arrivano, in queste ore, anche le segnalazioni da parte di cittadini e comitati in merito a presunti lavori di scavo presso il Fosso della Cancelliera, già trasmesse alle autorità competenti. Secondo quanto riferito infatti dall’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore, mezzi meccanici avrebbero devastato la zona in piena violazione della normativa nazionale ed europea a tutela dell’avifauna in periodo di nidificazione. Le immagini e i video raccolti sarebbero già stati messi a disposizione delle autorità.
Il 27 giugno, i comitati hanno diffidato tramite pec la Città Metropolitana di Roma Capitale, chiedendo di bloccare l’attraversamento e l’utilizzo delle aree del Fosso, giudicate fondamentali dal punto di vista ambientale. Nella giornata odierna, sul sito sono intervenuti quattro agenti della Polizia Locale della Città Metropolitana: “È la prima volta che davanti alle nostre segnalazioni l’autorità pubblica competente interviene in tempo reale accedendo al sito con noi presenti per poi completare il loro intervento con gli accertamenti documentali“, scrivono dal Comitato.
L’area di Santa Palomba si conferma uno dei nodi ambientali più critici della periferia romana, già colpita da numerosi incendi, episodi di inquinamento e presenza di impianti a rischio. La proposta di collocarvi un inceneritore da 600.000 tonnellate l’anno alimenta da mesi proteste e mobilitazioni, da parte sia delle amministrazioni locali che di numerosi comitati civici.
